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Editoriale



La Serenissima e...

La Fedelissima


di Libero Lo sardo

           Carissimi Soci,
La nostra Associazione si è sempre riconosciuta nei valori unitari, nel fondamento stesso della nostra identità nazionale. E’ un indefinibile sentimento che trasversalmente ci accomuna e ha contribuito in modo sostanziale a rendere questo paese forte e rispettato nel mondo. 
Gli italiani sono riusciti a superare momenti difficilissimi della loro storia, mostrando quella capacità, quell’inventiva e quello stile che ovunque viene ampiamente riconosciuto anche dai peggiori detrattori. 
In tutti questi episodi della storia patria la nostra Associazione ha sempre svolto un ruolo silente e basilare nell’assicurare il rispetto dei principî fondanti dell’ordine e della tranquillità.
L’anno scorso il nostro raduno si è tenuto nello splendido Piemonte, in una Torino rinnovata e pronta a sostenere nuove sfide sul palcoscenico internazionale. Lì si è riconfermata la straordinaria coesione della Associazione confortata da una grandissima affluenza di soci e di amici appartenenti a tutte le categorie sociali, ricchi e meno abbienti, politici e semplici cittadini. 
Quest’anno abbiamo scelto il Veneto, Venezia e Jesolo. 
E’ una regione che ci sta particolarmente a cuore, e non solo a noi ma a tutti gli italiani. 
La Serenissima repubblica è stata un modello per le grandi monarchie costituzionali, la moneta con il simbolo di San Marco era scambiata su tutti i mercati del mondo, il buon governo e il florido commercio per molti secoli hanno marciato di pari passo. 
Oggi queste qualità di così antico radicamento offrono un eccezionale valore aggiunto. 
Tutti amano il Veneto e Venezia, tutti vorrebbero venire ad ammirarne le bellezze e il saper vivere. 
Questa regione dà inoltre un incomparabile contributo all’Associazione con più di 21.000 iscritti che costituiscono una vera e propria colonna portante. 
Il Veneto ha offerto grandi eroi, molti corazzieri per le loro riconosciute caratteristiche fisiche e morali provengono da questa prospera e laboriosa regione d’Italia.
Per questo siamo sicuri che la nostra festa annuale sarà ampiamente condivisa in un corale slancio di felice unità.
A tal segno e nella considerazione che la splendida unicità dei luoghi ed il prestigio storico, morale e culturale della terra veneta lo impongono, ritengo forse superfluo ma certamente doveroso concludere con l’esortazione a intervenire numerosi a Venezia e Jesolo, non meno che a Torino, per dimostrare e ricevere dai cittadini altrettanto caloroso affetto.
         

Il vostro Presidente Nazionale