| ||||
Sono il Coordinatore Provinciale della ANC della Provincia di Enna Cav. Giovanni Collura desidero, se possibile, far presente che sarebbe opportuno che per l'anno 2006 il Raduno Nazionale dell'ANC si possa svolgere in Sicilia, a parere mio e di altri commilitoni, in provincia di Enna. Distinti saluti. Cav. Giovanni Collura La proposta sarà valutata dal Consiglio nazionale, unitamente alle altre pervenute al riguardo. Egregio Direttore, quale socio effettivo iscritto ad Associazione CC in congedo, gradirei conoscere il tipo di grado da applicare sull'uniforme sociale per gli ispettori ed i sovrintendenti capo che, al momento del congedo, chiedono di conseguire la nomina rispettivamente di ufficiale e di maresciallo di complemento. Quanto sopra in quanto il M.M.«A» c.s. presidente di sezione, sostiene che coloro che vengono nominati ufficiali e marescialli di complemento, di fatto, non conseguono il grado superiore, ragion per cui sull'uniforme sociale, in occasione di cerimonie va applicato il grado conseguito all'atto del congedo. Come ci si deve regolare in questo caso? Quale distintivo di grado dovranno applicare sulla bustina coloro che vengono nominati ufficiali e marescialli di cpl all'atto del congedo? Grazie ed ossequi. Le promozioni acquisite «alla vigilia» alle quali fa probabilmente riferimento (vedasi al riguardo anche la rubrica «lettere al direttore» del n. 12/2003 della Rivista) sono promozioni effettive ancorché determinino, in alcuni casi, il passaggio nella categoria del complemento. Pertanto, è del tutto legittimo, anzi doveroso, che tali nuovi gradi conseguiti siano indossati sull'uniforme sociale (copricapo).
Un socio della Sezione di Mogliano Veneto, prendendo
spunto dalla trasmissione televisiva «Porta a Porta» dedicata
all'ultimo film TV su Salvo D'Acquisto, formula alcune riflessioni
poco favorevoli sulla «fiction», «in quanto pur restando
fermo il supremo gesto del nostro martire, sembra si sia voluto
mischiare la povertà di mezzi di quel tempo ed il disinvolto
comportamento della società moderna».
Condivido le sue perplessità in ordine all'ultimo lavoro televisivo su Salvo D'Acquisto. Vi è da considerare, purtroppo, che la struttura della «fiction» lascia molti margini a libere interpretazioni della realtà che, sovente, finiscono per non rispettare il rigoroso svolgimento dei fatti né i veri valori che li ispirarono. In ogni caso la luminosa figura del nostro Eroe, proiettato agli onori degli Altari, non può essere messa in discussione da alcuno e ne è stata resa ulteriore testimonianza anche nel dibattito della trasmissione «Porta a Porta» cui lei ha fatto riferimento. Sento spesso parlare di condanne dello Stato italiano per gli ingiustificati ritardi con cui si concludono processi giudiziari penali, ma anche civili. Mi chiedo se e come potrei rivolgermi alla Giustizia europea per ottenere la definizione della mia pratica pensionistica che si trascina da anni, prima nei vari livelli ministeriali ed ora presso la Corte dei conti. V.B. Giuseppe Viola Sui tempi biblici con cui in Italia si concludono i procedimenti concessivi delle pensioni, specie se privilegiate, si è avuta più di una occasione per recriminare ed intervenire anche sulla nostra Rivista. Un grosso passo avanti si è fatto con la recente creazione delle Sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti e del giudice monocromatico, che hanno ridotto l'arretrato da alcune decadi a pochi anni (in certe sedi, pochi mesi), ma molto rimane da fare a livello amministrativo. Per l'Arma contrastanti speranze e preoccupazioni aveva destato l'istituzione in Chieti (1° aprile 2001) del CNA, con il compito di assicurare il trattamento economico, di attività e di quiescenza, la gestione del servizio matricolare ed il servizio di assistenza fiscale a tutto il personale, sgravandone i Comandi di Regione. L'innovazione, sta producendo incoraggianti e positivi risultati anche grazie ai pregevoli, continuativi sforzi compiuti ai vari livelli di comando e tecnici interessati. Quanto all'Unione europea, la Carta dei diritti fondamentali (Nizza, 7 dicembre 2000) sancisce che ogni individuo ha diritto a che: 1. le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell'Unione (art. 41 n. 1); 2. la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge (art. 47). Conclusivamente, un suo ricorso alla Corte europea di Giustizia è teoricamente possibile se valuta che il ritardo decisionale (sia in sede amministrativa sia in quella giudiziaria) sia diventato irragionevole. Secondo la giurisprudenza italiana ciò si realizza quando il ritardo stesso supera almeno i tre anni. Ovviamente le occorre l'assistenza di un legale di fiducia capace di individuare il punto iniziale dell'irragionevolezza del ritardo, nonché di proporre un ricorso solo nel caso in cui l'auspicabile accoglimento comporti un risarcimento superiore alle spese incontrate.
| ||||