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Un’emittente al servizio della Pubblica Utilità Giocando sul fatto che è l’unico
canale che si ascolta
anche dentro le gallerie,
Beppe Fiorello ogni volta
che gli capita di citare «Isoradio» spiega
che essa è l’unica emittente che si
sente «solo» all’interno dei tunnel autostradali. La simpatica gag va avanti da qualche anno e questo la dice lunga su come la preziosa emittente della Rai, nata negli anni Novanta attraverso un accordo con quella che oggi è «Autostrade per l’Italia», sia diventata un’indispensabile compagna di viaggio per chi si trova lungo i 6 mila chilometri di autostrade italiane o percorra le grandi arterie che collegano i centri industriali, e non solo industriali, del Paese. Molto è stato fatto, negli ultimi anni, per potenziare il segnale affinché «Isoradio » potesse essere ascoltata sull’intero territorio nazionale, ma molto - con franchezza - deve essere ancora compiuto perché l’emittente raggiunga non solo i tratti autostradali, ma anche le strade statali, le provinciali e le città - almeno quelle più importanti - dove la richiesta di informazioni sul traffico è sempre più pressante. Per ottenere questo risultato occorrono nuove frequenze, anche limitrofe a quella (103.3) individuata all’atto di nascita, che spesso (per non dire quasi sempre) sono occupate da altre emittenti; ma alla vigilia del passaggio della televisione dell’analogico al digitale si potrebbe pensare - cosa che per altro sta avvenendo ai piani alti della Rai - di utilizzare il digitale terrestre, in questo caso quello radiofonico, per creare quanto meno una rete parallela alla modulazione di frequenza. Il digitale terrestre apre vaste praterie anche nella radiofonia perché, per esempio, attraverso questa nuova tecnologia sarà possibile trasmettere oltre alla voce dei conduttori di «Isoradio» mappe e grafici e immagini relative all’infomobilità che appariranno sull’apposito display di cui sono fornite le nuove radioline ancora non in commercio, ma pronte a invadere il mercato italiano ed europeo. La Francia, in questo settore, fa da apripista; ma anche in Germania e in Gran Bretagna si stanno sperimentando da tempo trasmissioni in digitale terrestre, cosa che avviene anche qui da noi a Roma, Venezia e Bologna. Ma lasciamo da parte per un momento il futuro e vediamo quello che oggi è «Isoradio». Nata come emittente che trasmetteva solo informazioni riguardanti l’allora Società Autostrade (3 mila chilometri di rete viaria) e musica leggera, dagli inizi del nuovo secolo essa è stata trasformata, lentamente ma gradatamente, in una Radio di Pubblica Utilità dove, accanto alle notizie sul traffico non più limitate alla rete di Autostrade, vengono trasmesse tutte le informazioni che riguardano gli altri tre segmenti della mobilità (ferroviario, aereo e marittimo) e l’ampio settore della pubblica utilità attraverso il coinvolgimento dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco, delle Capitanerie di Porto, dell’Aeronautica Militare, di numerosi ministeri - da quello dell’Istruzione a quello della Pubblica Amministrazione e Innovazione, da quello delle Infrastrutture a quello dell’Ambiente, da quello dei Beni Culturali a quello delle Politiche Agricole - di Enti e Organizzazioni che possono offrire risposte ai tanti quesiti degli ascoltatori. E poteva mancare una rubrica medica? Certamente no, perché chi viaggia deve essere sempre informato anche sulle novità in campo sanitario. Infine un posto di rilievo nel palinsesto lo trova il mondo del volontariato, più di due milioni di uomini e di donne che in ogni parte d’Italia dedicano la propria vita per gli altri. «Isoradio», che conta su un bacino di utenza in progressivo aumento e che è l’espressione più evidente del Servizio Pubblico che la Rai è chiamata a svolgere nel Paese, è diventata infine l’emittente della Protezione Civile la quale utilizza questa struttura radiofonica in casi di emergenza - come la recente, temuta alluvione di Roma - per trasmettere informazioni utili alla cittadinanza e, in assenza, grazie a Dio, di «codici rossi», per inviare consigli, suggerimenti, notizie di pubblica utilità. Da questa rapida sintesi del palinsesto qualcuno potrebbe scaramanticamente obiettare che «Isoradio» è un po’ la «radio della sofferenza»: incidenti, code, morti, feriti, allagamenti, terremoti, disastri ambientali... Proprio per evitare questa etichettatura una simpatica colonna sonora fa da cornice alle informazioni, mentre decine di rubriche, tutte brevissime, alleggeriscono la seriosità della radio: dal libro per viaggiare alla ricetta del giorno, dal nostro inviato nella Storia ai nuovi talenti, dai piccoli comuni alle interviste impossibili, dai grandi campioni alle ricerche di Indiana Jones, dalle donne nella Storia ai nuovi linguaggi dei giovani. Un ricco menù, viene da dire, con una portata fissa: i Giornali Radio o i Telegiornali che a ogni ora informano chi è in macchina su ciò che accade in Italia e nel resto del mondo. E allora, mutuando un famoso spot pubblicitario realizzato da George Clooney, viene proprio da dire: «No Isoradio, no party». di Riccardo Berti
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