Un esempio da imitare: 29 anni di volontariato sanitario nel Lazio
Nel panorama del volontariato sociale, c’è
una Onlus che merita per i suoi contenuti
etici una particolare attenzione. Intendo
parlare dell’Associazione Regionale Volontari
di Assistenza Sanitaria (A.R.V.A.S.), costituita legalmente
in Roma il 18 marzo 1980, che - a norma del suo
Statuto - opera secondo «i principi promossi, affermati
e nobilitati dalla dottrina cristiana e dagli insegnamenti
della Chiesa».
Associazione laica ma di dichiarata ispirazione cattolica,
ha per esclusivi fini di solidarietà scopi di elevato valore
umano, quali:
- fornire assistenza volontaria e gratuita agli infermi,
senza alcuna discriminazione;
- contribuire a rendere
le strutture, gli organi
e i servizi socio-sanitari
pubblici sempre più
rispondenti alle esigenze
di una assistenza
qualificata, nel rispetto
della dignità e
della libertà della persona
umana;
- concorrere all’educazione
sanitaria della
popolazione con i vari
mezzi di informazione;
- promuovere la preparazione
teorico pratica
degli associati con
annuali corsi di formazione
e di aggiornamento.
L’A.R.V.A.S., nata dall’iniziativa
di un piccolo
gruppo promotore, guidato dalla signora Giulia Polverisi
che già alla fine del 1978 era operante presso l’ospedale
S. Giovanni di Roma, può contare oggi su migliaia
di volontari, provenienti da ogni ceto sociale. Tutti sono
accomunati da una identica motivazione profondamente
umana: far qualcosa per i malati senza nulla chiedere,
offrendo e mai imponendo il proprio servizio in modo
semplice, ma intelligente, costante ed organizzato.
I volontari assegnati ai vari ospedali della regione Lazio
e organizzati in G.O.L. (Gruppi Operativi Locali) prestano
un servizio che non intende assolutamente sostituirsi
alle prestazioni infermieristiche di competenza
del personale pubblico qualificato.
Tale servizio si estrinseca soprattutto nell’assistenza morale
e psicologica al malato e ai suoi familiari fornendo
all’occorrenza anche piccole ma importanti attenzioni
all’infermo (aiuto nell’igiene personale, nell’assunzione
del cibo e dei medicinali, nel deambulamento, ecc.).
Oggi l’A.R.V.A.S. è presente con i suoi soci in 23 Ospedali
romani e in 25 Ospedali di altre provincie della
regione Lazio e nuove sedi operative sono in via di attivazione.
Il reclutamento di volontari è rivolto a tutta la popolazione
maschile e femminile della regione Lazio dai 18
anni in su che voglia dedicare
un po’ del proprio
tempo libero, anche
due ore a settimana,
all’aiuto di coloro
che si trovano nella sofferenza.
Basta rivolgersi all’ospedale
più vicino o alla Sede
Centrale
dell’A.R.V.A.S. (c/o Istituto
S. Michele - Piazza
A. Tosti, 4 - 00147 Roma
- Tel. 065132000).
Gli aspiranti soci saranno
chiamati a sostenere
un colloquio psico-attitudinale
e quindi frequenteranno
un corso
patrocinato dal Ministero
della Sanità della durata
di sei mesi (due
ore a settimana presso
gli ospedali di propria
scelta) tenuto anche da
medici dell’Associazione Medici Cattolici Italiani
(A.M.C.I.) e da personale infermieristico altamente
specializzato.
I necessari requisiti richiesti per far parte dell’A.R.V.A.S.
sono essenzialmente i seguenti. Predisposizione all’ascolto,
all’accoglienza, spirito di servizio e, soprattutto,
«Amore» per il prossimo perché, come dice S. Paolo, «Se
avessi l’eloquenza degli uomini o degli angeli, ma parlassi
senza amore, sarei come un gong che rimbalza o un
cimbalo che tintinna... Se avessi la fede da muovere le
montagne, ma non avessi l’amore, non sarei niente».