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L’eco-sistema dell’Italia può sostenere,
per poter efficacemente
tutelare l’ambiente e
le bellezze paesaggistiche e
naturalistiche, la presenza di 30 milioni
di persone: oggi siamo, tra italiani e
stranieri 60 milioni.
I rifiuti urbani, gli escrementi umani e
animali, i diserbanti ed insetticidi dell’agricoltura
e gli scarti industriali, in
minima parte riciclati, ammucchiati
nelle campagne, formano vere e proprie
colline che modificano addirittura
i rilievi orografici.Malgrado l’adozione delle più moderne tecniche di stoccaggio, vengono infettati in modo irreparabile non solo l’aria ed i terreni ma anche le fonti idriche e gli esperti prevedono che tra qualche lustro l’acqua potabile sarà sempre più indisponibile e costosa mentre quella da irrigazione agricola contribuirà ad infettare gli alimenti. Le acque dei fiumi e dei laghi, che usiamo per dissetare le grandi città, sono così contaminate dagli escrementi umani e dai rifiuti chimici di agricoltura ed industria che gli impianti di depurazione non riescono a purificarle totalmente prima della immissione negli acquedotti e quindi beviamo acqua parzialmente igienizzata dal cloro, ufficialmente pulita ma praticamente impura. . Le analisi di potabilità sono di due tipi: quelle periodiche generiche, che esaltano solo le impurità più consistenti e quelle specialistiche, molto costose, alle quali si ricorre purtroppo solo quando l’intossicazione di chi la beve è già avvenuta. . Nei Paesi industrializzati i controlli evidenziano che quasi tutti i corsi d’acqua contengono tracce di saponi, profumi, droghe ed una vasta gamma di batteri e di medicinali usati come antibiotici, ansiolitici, antitumorali, antinfiammatori, antiipertensivi, ormoni di vario genere, immessi soprattutto dai 100 milioni di litri di urina umana ed animale che ogni giorno si riversano nelle acque nere delle città e delle campagne. . Il ricorso alle acque minerali, le quali riscuotono il gradimento della maggioranza degli italiani, non elimina la problematica sanitaria sia perché anche le sorgenti talvolta sono raggiunte dall’inquinamento, sia perché l’acqua, imbottigliata prevalentemente in contenitori di plastica, conservata a lungo nei magazzini ed esposta ai raggi solari non riesce spesso a conservare inalterate le sue qualità organolettiche. La migliore dimostrazione che l’inquinamento esiste sta nel fatto che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) cominci a preoccuparsi seriamente ed indichi nei 0,05 milligrammi per kg di peso corporeo il limite massimo di veleni che possiamo assorbire ogni giorno attraverso l’acqua. È stato altresì calcolato che un individuo che nel corso della sua vita beve ogni giorno 2 litri d’acqua contaminata da farmaci non subisce danni rilevanti ma è soggetto ad allergie e ad antibiotico-resistenze; alcuni di questi farmaci permangono attivi nei corsi d’acqua fino a 20 anni! . L’EFSA si è sinora limitata a raccomandare tra l’altro di non bere liquidi caldi contenuti in recipienti di plastica (es. caffè bollente nei bicchierini di plastica, latte caldo nel biberon di plastica) ma si sta affacciando la necessità di imporre a livello comunitario veri e propri divieti, controlli interdittori e sanzioni. . Tutto questo perché la ricerca americana e quella canadese hanno scoperto che la plastica ha effetti negativi sulla salute dell’uomo; usata per costruire ogni genere di stoviglie e come contenitore per prodotti alimentari quali acqua, latte, vino, bibite, olii, pane, frutta, verdura, carne, formaggio, scioglie nei cibi piccole parti di bisfenolo A che, una volta immesso nel corpo umano ed animale, aumenterebbe sensibilmente il rischio di malattie cardiache e di diabete di tipo B: assunto in gravidanza, provocherebbe cancro, danni all’embrione e malattie della riproduzione. Sergio Filipponi
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