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Nerino RossiGLI INGANNI DELLA STORIA Marsilio Editore - Pag. 120 Conoscevamo Nerino Rossi per i suoi romanzi ambientati in un’Emilia felice tratta dalla semplicità dell’antica filosofia del vivere. Dove si tribolava nelle affollate famiglie contadine («La Pavona », «La Signora della Gaiana», «Melanzio») pur essendoci spazio per una giocosità consentita dalla presenza degli affetti nella prevalenza dei nuclei familiari. Una sorta, accompagnati dall’autore, di viaggio nell’infanzia d’ognuno e nel mondo adulto di quei tempi, patrimonio di tutti. Ma nulla è più ingannevole e ingiusto degli stereotipi, che abbisognano di pause per poter riaffiorare quando se ne cerca l’appoggio. Ecco infatti il Nerino, giornalista Rai di buona razza (che è più del cavallo di razza generica, indefinita), proporsi come saggista, folgorato da un qualunque sprone che legittimamente tiene per sé, da uno slancio intimo, alla ricerca della verità in un’organizzazione spirituale e anche materiale spesso menzognera, bene che vada insoddisfacente. Egli si comporta da «rivoluzionario », nel senso che di botto rivede la scorza di tutto quanto gli s’insegnò, diventato quindi verità (forse per la non voglia d’indagarlo). Col furore di chi ha preso l’abbrivio passano alla prova della lente d’ingrandimento (per veder meglio) proprio «Gli inganni della Storia», donde il titolo, ne «Gli Specchi» di Marsilio. Da Cristo a Lenin, da Mussolini a Moro, le bugie più sorprendenti, insiste il sottotitolo. Alcuni esempi dei falsi scoperti e denunciati da Rossi: Cristo non è nato il giorno di Natale, la Rivoluzione russa d’ottobre non fu opera di Lenin, la Marcia su Roma non avvenne il 28 ottobre (del ’22), Mussolini fu giustiziato in una stalla e non dinanzi al cancello d’una villa. Se non bastasse, ecco che, scorrendo l’elenco (la lista), il tradimento di Giuda avvenne non per denari (trenta) ma per una delusione politica, il Medioevo non fu un periodo «buio», i Re Magi non ebbero la Cometa per guida, diversi da quelli ufficiali i motivi per cui gli americani sganciarono le bombe atomiche (due). Insomma, è quasi un sacro furore quello da cui l’autore s’è indotto a questa insolita ricerca, magari per vendicarsi d’intuizioni scolastiche e toccava far silenzio, tenersele per sé. Franco Piccinelli Marco PirinaCARABINIERI Ed. Silentes Loquimur - Pordenone - info@silentesloquimur.it Libertà si misura con la Verità, della quale non può fare a meno. Il libro di Marco Pirina, Direttore del Centro Studi e Ricerche Storiche «Silentes Loquimur», percorre la via della memoria di Uomini che dovettero accettare il momento delle scelte, dopo l’armistizio del 1943: la Fede alla Bandiera, l’Onore, la continuità del Servizio, la Difesa dei cittadini ed il Dovere, sempre al di sopra ed al di fuori delle «parti», servendo la Patria. In tempo di Pace, i Carabinieri, sono un punto di riferimento solido e stabile per i loro compatrioti, in tempo di Guerra, diventano un baluardo contro le violenze, le prepotenze e le ingiustizie, arrivando ad offrire il loro petto alle pallottole, pur di salvaguardare le popolazioni inermi ed innocenti, come nel caso della Medaglia d’Oro, Salvo D’Acquisto, oppure rimangono a guardia di Centrali Elettriche, come nel caso dei Martiri di Malga Bala, tagliati a pezzi dai partigiani di Tito, seviziati ed uccisi barbaramente, senza altra colpa di avere indossato l’onorata divisa dell’Arma. Nel libro le «storie» si susseguono, traversando trasversalmente i momenti dei drammi delle scelte. Tutti i Carabinieri erano nel mirino per la loro divisa e per la loro consacrazione alla Virgo Fidelis ed alla Patria. E tutti pagarono in quel periodo tragico, che vide il suolo della Patria, invaso e percorso da eserciti in guerra tra loro e diviso ed insanguinato da una «guerra civile», che si protrasse sino al 1947. Le «storie », parlano di atti di eroismo, di deportazioni, di fucilazioni, di minacce, di sparizioni. A Santa Maria Codifiume, Bianchi Vigilante, Comandante della Stazione, fu recuperato dalla moglie, con un carretto, denudato e derubato... i suoi uomini non furono più trovati. I Carabinieri di Gorizia, furono gettati nella Foiba di Zavnj, nell’altopiano di Tarnova... il Maresciallo dei Carabinieri, Costanzo, a Comeno, fu trascinato per le vie del paese e squartato come un bue... il Maresciallo Torquato Petracchi, «legato ai polsi con filo di ferro spinato, fu fatto precipitare in una foiba, suggellando con la morte, al grido di Viva l’Italia, la Sua esistenza donata alla Patria ». Marco Pirina, si rammarica nel volume di non avere potuto scrivere le storie di tutti i servitori della Patria caduti o scomparsi, perché molte documentazioni sono scomparse e molte sono state rimosse, da quello che l’autore definisce il «silenzio dei vivi», augurandosi, però che i lettori, moltiplichino, con le loro testimonianze le pagine per una futura ristampa, perché l’eroico comportamento di tanti umili servitori della Patria non scompaia nel nulla. Arrigo Varano
Dal prezzo del volume la quota del 10% sarà devoluto a favore dell’ONAOMAC, per gli orfani dei figli dell’Arma.
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