L’UOMO DEL RONDÒ

Ancora un romanzo di Franco Piccinelli

«L’uomo del Rondò» è l’ultima fatica del noto giornalista e scrittore Franco Piccinelli. L’autore inizia il libro ponendosi (e ponendoci) un intricante dilemma rappresentato dal bivio culturale tra il computer e la vecchia macchina da scrivere, bivio fondamentale per un uomo di scrittura e di comunicazione come l’autore.
Tale bivio però non tragga in inganno, l’opera infatti non si sviluppa con il confronto tra passato e presente, tra tecnologia e semplicità come si potrebbe intendere; di fatto Piccinelli coglie l’occasione per narrarci come fosse il mondo contadino delle sue Langhe ed in ciò è maestro, con una rara capacità di coinvolgere il lettore nelle atmosfere, negli odori, nei colori, nelle stagioni, nel caldo del sole o del camino, nel freddo della neve e della pioggia invernale.
Piccinelli, ancora una volta, non riesce a trattenersi e ci immerge totalmente in queste atmosfere di una volta così coinvolgenti da affascinare anche uno come me che si è sempre considerato una sorta di animale metropolitano e questa operazione la conduce come se la scelta della modernità rappresenta dal computer, lo potesse allontanare definitivamente da quel mondo contadino semplice ma ricco di valori, che egli ha sempre rievocato con nostalgia.
Sul piano personale non sarebbe necessario parlare di Franco Piccinelli sia perché ampiamente noto nel mondo giornalistico e letterario sia perché da sempre prestigioso collaboratore della nostra Rivista. Tra l’altro con immenso piacere più volte ho avuto l’onore ed il privilegio di recensire suoi libri. Autore di numerose opere di narrativa, per ben due volte ha vinto il premio Bancarella ed innumerevoli altri Premi. Ha diretto il quotidiano di Ancona, ha collaborato con le principali testate italiane ed è opinionista della «Gazzetta del Sud». Impegnato anche in Radio Rai, ove continua ad avere una sua rubrica, ha diretto, tra l’altro, la Redazione Rai TV del Piemonte ed in tale incarico fu vittima di un gravissimo attentato ad opera delle «Brigate Rosse» a seguito del quale riportò gravissime ferite.
Mi piace concludere queste poche righe ricordando un «valore aggiunto » della personalità di Franco Piccinelli - uomo, egli si è sempre vantato e compiaciuto di essere considerato un «Amico dei Carabinieri ».


di Giancarlo Mambor




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