LA SCUOLA ALPINA CARABINIERI

C’era una volta...


Pubblichiamo volentieri un articolo giunto alla redazione alcuni anni fa, ritenuto interessante ma… rimasto tale fino ad oggi, quando l’autore ce lo ha simpaticamente riproposto. Si tratta della storia di una componente dell’Arma che tanto lustro ha dato e dà all’istituzione e che ha potuto essere realizzata, raggiungendo gli attuali livelli di eccellenza, grazie a coloro i quali, uniti da profonda conoscenza dell’ambiente alpino e da grande passione, si sono succeduti negli anni nel compito non solo di istruire e specializzare i «carabinieri della montagna», ma anche di trasmettere loro l’amore e soprattutto il rispetto per essa.
Fin dagli anni 30 del ‘900, in cui lo sci e l’alpinismo non erano ancora sport di massa, l’Arma aveva avvertito l’esigenza di una propria scuola alpina per la formazione dei militari da impiegare in zone di montagna. Tale necessità all’epoca non non fu però recepita dai vertici dell’Esercito, data l’esistenza della Scuola Militare Alpina di Aosta, che però solo nel ‘56 e ’57 rese disponibili quattro posti per ufficiali dei Carabinieri, i quali vi poterono finalmente conseguire il brevetto di «Istruttori Militari di Sci». Ciò malgrado, diversi corsi sciatori erano stati intanto organizzati e svolti in proprio dalle Legioni di Torino, Udine e Bolzano, ma senza la possibilità per l’Arma di rilasciare brevetti.
La Legione di Bolzano in particolare organizzò una decina di corsi dal ’53 al ’63 in Trentino, dapprima nel Distaccamento di Vigo di Fassa e poi in quello del Monte Bondone.
Ma l’idea di una specifica autonoma struttura per l’Arma era ormai ben presente al Comandante Generale De Lorenzo il quale, nei primi di settembre del 1965, fece pervenire al Capitano Vettorazzo l’ordine di cedere il comando di compagnia territoriale e di costituire con decorrenza immediata la «Scuola Alpina Carabinieri» in località Viotte di Monte Bondone (TN), in una zona isolata a 1600 metri di altitudine, ove l’Ufficiale aveva già organizzato due corsi sciatori e due campionati d’Arma di sci. Il compito affidatogli era quello di impartire istruzione militare e professionale a 100 Allievi appena arruolati, specializzandoli inoltre quali sciatori e rocciatori: durata del corso dodici mesi, dipendenza addestrativa dalla Legione Allievi Carabinieri di Roma, amministrativa e logistica dalla Legione di Bolzano.
La Scuola, che ufficialmente nacque il 18 settembre 1965, era costituita da una struttura austro-ungarica della grande guerra, a suo tempo adibita ad ospedale di retrovia, composta da 8 fabbricati, distante da Trento circa 20 km e collegata con la valle dell’Adige da una strada asfaltata nonché da una teleferica per trasporto materiali.
Il quadro permanente comprendeva in tutto 2 Ufficiali, 10 Sottufficiali e 20 fra Appuntati e Carabinieri. I frequentatori giunsero dalla Legione Allievi di Roma pochi giorni dopo, affrontando subito la realtà della montagna nel percorrere a piedi, con i bagagli, gli ultimi 5 km e trovando infine una sistemazione alloggiativa veramente spartana.
Iniziò subito l’addestramento formale, quindi lezioni in aula, marce, tiri e - dopo 40 giorni - il Giuramento, in grande uniforme, alla presenza di genitori, parenti e fidanzate.
Con la prima neve, quasi coincidente con la ricorrenza della Virgo Fidelis, iniziò anche l’addestramento sciistico, avanti e indietro per i prati innevati e su e giù per le varie cime, alternando fondo e discesa, istruzioni in aula, sgombero neve sul tratto di strada della Scuola, rifornimento legna e carbone e corvé viveri a squadre da Viotte a Vason e ritorno quando la strada era chiusa per neve.
Passò l’inverno e dopo le gare di fine corso sciatori, si pensò alla roccia. Con la consulenza e la direzione di un maestro di sci e roccia, Lino Nicolussi da Vason, e l’impiego degli Allievi più abili, fu bonificata dai sassi pericolanti una parete di roccia alta 30 metri con fronte di 80 e vi furono tracciate ed attrezzate 7 vie di arrampicata, realizzando anche una traversata aerea su fune metallica tesa dalla sommità della parete fino ad uno spuntone contrapposto a circa 20 metri. Nell’estate 1966, alle normali istruzioni si aggiunsero quindi quelle sui nodi e chiodi da roccia, l’arrampicata in parete, la tecnica di cordata, la discesa a corda doppia, l’uso del cordino e del moschettone, la messa in sicurezza in parete e la traversata aerea sulla fune metallica. Quest’ultima, che era la prova più difficile, fu però superata con orgoglio da tutti gli Allievi, i quali in luglio vennero anche trasferiti per alcuni giorni al Passo Sella per effettuare ascensioni del 3° e 4° grado sulle omonime torri. Durante l’intero periodo di attività, nessun serio incidente, solo qualche ammaccatura. Venne poi il tempo degli esami, superati da tutti i 100 Allievi con onore e della conseguente promozione a Carabiniere con la imposizione degli alamari, nonché dell’attribuzione delle qualifiche di sciatore e rocciatore.
Poi, a fine agosto, i trasferimenti per le Legioni dell’arco alpino. Dopo questa prima pionieristica, concreta e positiva esperienza, il Comando Generale, prendendo atto della disagevole ubicazione della Scuola, decise di sospenderne l’attività mentre era già in corso la ricerca di una struttura più funzionale in località alpina più accessibile e meglio servita. Il seme era stato gettato grazie anche al lavoro di quegli uomini che, sul Bondone, avevano posto le basi di quelle attività che in breve sarebbero divenute servizi di vigilanza e soccorso sulle piste da sci e di soccorso in roccia. La Scuola Alpina Carabinieri risorgeva così, un anno dopo, nella incantevole Vallunga di Selva di Val Gardena (BZ) con il nuovo nome di Centro Carabinieri Addestramento Alpino.
Lassù sul monte Bondone la Palestra di Roccia realizzata dai Carabinieri e dal maestro Nicolussi nel ’66, è ora da essi dedicata, con una targa, alla memoria dei coniugi Graffer, intrepidi scalatori trentini.


di Vittorio Vettorazzo




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