SOVRAPPESO E OBESITA’ IN ETA’ INFANTILE

In Italia oltre 1 milione di bambini obesi


In Italia, ogni 100 bambini della classe terza elementare 24 sono in sovrappeso e 12 obesi, complessivamente oltre un milione di bimbi, tra i sei e gli undici anni, presentano problemi di eccessiva alimentazione. Questi preoccupanti dati sono ricavabili da un’indagine, «Okkio alla SALUTE», condotta nelle scuole italiane dal Ministero della Salute e in collaborazione con quello della Istruzione. Si tratta del primo monitoraggio sulla popolazione in età evolutiva, condotto in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in grado di inquadrare scientificamente il fenomeno in Italia, si da programmare i necessari interventi per la prevenzione delle malattie croniche. I ricercatori hanno misurato il peso e l’altezza di circa 46 mila bambini in 2610 scuole elementari, calcolandone l’indice di massa corporeo, con differenze significative tra regione e regione, soprattutto tra Nord e Sud. In particolare, se il sovrappeso appare piuttosto diffuso, con valori vicini alla media nazionale del 24 per cento nelle diverse aree del Paese, per quanto riguarda l’obesità si riscontrano picchi maggiori, con scostamenti rilevanti dalla media nazionale, in alcune regioni del Sud, con in testa la Campania che presenta livelli di obesità del 21% , seguita dalla Sicilia e dalla Calabria, rispettivamente con il 17 e 16%, contro una media nazionale del 12% e i valori minimi del 4% in Friuli Venezia Giulia. Nel corso della ricerca sono stati anche raccolti dati sulle abitudini alimentari, sull’attività fisica e sulla percezione del problema da parte dei genitori. E qui è stato documentato come tra le cattive abitudine alimentari, innanzi tutto, ai bambini non venga insegnato a consumare un’abbondante prima colazione. Infatti, l’11% dei bimbi salta questo momento e il 28% non si avvicina in maniera adeguata. Troppe calorie (più di cento), invece, per la merenda e quasi un bambino su quattro non prevede nella vita quotidiana né frutta né verdura. Anche l’attività fisica, ci informano gli analisti, sembra non avere la sua giusta collocazione, a fronte di un consumo eccessivo di programmi televisivi e di videogiochi e poca attività fisica sia a scuola che a casa, infatti la metà del campione preso in esame possiede un proprio televisore in camera e solo 1 su 10 svolge il livello di attività fisica raccomandata per la sua età. La percezione del problema da parte dei genitori sembra inversamente proporzionale alla frequenza statistica del peso in eccesso: quattro mamme su dieci di bimbi in sovrappeso non ritengono che il proprio figlio presenti un peso eccessivo rispetto all’altezza. Dati come questi mostrano che il problema dell’obesità sia in realtà un problema non solo sanitario ma anche educativo e sociale, e che serve, pertanto, un approccio intersettoriale tale da coinvolgere tutti gli «attori in gioco», dalle Istituzioni alle aziende produttrici, e in primo luogo il mondo della scuola, aiutando i genitori ad assicurare oggi una vita più sana per i loro figli. «L’indagine non resterà sulla carta, bisogna assolutamente calarla nella quotidianità», chiarisce Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute, «l’obesità va prevenuta fina dai primi mesi di vita specie se ci sono precedenti in famiglia. Lo sport è fondamentale, rilanceremo i giochi della Gioventù nelle scuole, parliamo di una malattia seria, di una condizione incompatibile con la buona salute. Già nell’infanzia possono essere presenti i sintomi tipici della sindrome metabolica, con la coesistenza di almeno tre fattori di rischio come diabete, alti valori di colesterolo ed ipertensione».

di Umberto Pinotti




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