ARRIVEDERCI, PRESIDENTE




Come tutti ormai sanno in queste settimane il Generale di C. d’A. Michele Colavito ha lasciato in anticipo l’incarico di Presidente della Associazione Nazionale Carabinieri per seri motivi di salute la cui incombenza ha scandito, purtroppo, tutta la sua Presidenza. Il fatto che il Presidente non abbia ritenuto di giungere alla fine - prossima - del mandato sta a dimostrare la serietà della situazione.
Malgrado tutto il Generale Colavito in questi quasi cinque anni non ha ceduto il passo alle difficoltà ed ogni volta è riuscito con determinazione ad imporre la sua strategia; il che gli ha consentito di dare una rinnovata fisionomia agli scopi dell’ANC caratterizzandoli da fattivo pragmatismo.
Ad esempio: in questi quasi cinque anni è stato elaborato, approvato e fatto entrare in vigore il nuovo Statuto associativo con relativo Regolamento, consentendo di formalizzare, attualizzandone i contenuti, tante esigenze funzionali ed organizzative che nel tempo avevano trovato precaria copertura da norme interne.
Tale risultato è stato raggiunto non solo dalla attività preziosa di un gruppo di lavoro ma, cosa più importante, coinvolgendo con insistenza la periferia per suggerimenti ed indicazioni.
Altro settore di indubitabile rilievo con il quale il Presidente Colavito ha portato tutta la sua attenzione è quello del volontariato, cercando anche in questo campo di sprovincializzarne i principi ispiratori, modernizzandone gli obiettivi con una accentuata spinta al settore della Protezione civile in cui però è stata privilegiata l’efficienza - anche con investimenti nei supporti tecnici - alla inutile quantità.
Di fatto il comparto della Protezione Civile ANC è sicuramente un settore di eccellenza di cui sono ben consapevoli i più alti responsabili sia a livello centrale (Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio) sia a livello Regionale. Il Presidente Colavito, oltre ai comparti normativo- organizzativi di cui sopra, ha accentuato lo spirito assistenziale della ANC triplicando l’impegno economico nel settore. Al riguardo ha:
- adeguato le elargizioni a favore dei soci indigenti;
- aumentato i sussidi a favore dei soci in difficoltà;
- aumentato le elargizioni a favore delle sezioni per il loro funzionamento;
- posto in vendita gli oggetti di equipaggiamento sociale senza alcun rincaro da parte della Presidenza rispetto ai prezzi praticati dalle ditte fornitrici;
- mantenuto invariata la quota sociale, nel cui ambito, com’è noto, il socio si garantisce una polizza assicurativa contro gli infortuni nonché la rivista «le Fiamme d’Argento».
A proposito de «le Fiamme d’Argento», l’attenzione del Gen. Colavito e del Direttore Responsabile Gen. Mirenna, hanno trasformato il giornale in una interessante Rivista di cultura, attualità e divulgazione perdendo la connotazione di bollettino associativo.
Tutte le iniziative sono state accompagnate da una politica da qualcuno definita della «lesina» con la quale si sono ottenuti notevoli risparmi, pur mantenendo determinati servizi (la Rivista è migliorata e si è ottenuto un risparmio di spesa del 30% circa.
La polizza infortuni dell’INA offre gli stessi servizi che offriva prima allo stesso numero di Soci ed il suo premio è diminuito del 15% circa). Politica della «lesina» che però non ha impedito, come già detto, di seguire programmi di intelligente rinnovamento; infatti è in atto un irrinunciabile potenziamento informatico che prevede un discreto impegno finanziario e sono state realizzate importanti acquisizioni di mezzi speciali destinati ai Nuclei di Protezione Civile.
Questa sorta di consuntivo ci è apparsa doverosa (il plurale si riferisce ad un gruppo di amici e collaboratori del Gen. Colavito che hanno vissuto in prima persona le vicende di cui stiamo parlando) non per dimostrare quanto egli sia stato bravo in questi anni ma piuttosto per riconoscergli un coraggio, una serenità, una capacità organizzativa e una capacità di coinvolgimento mai minimamente scalfite.
Per farla breve, il Presidente Colavito in ogni momento del suo mandato ha sempre mostrato il volto tranquillo, serio, determinato e rassicurante del Carabiniere paracadutista.

Giancarlo Mambor




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