PRIMO OSSERVATORIO EUROPEO DEL PAESAGGIO




Dal 26 al 28 settembre 2008 si sono svolte presso la Certosa di San Lorenzo di Padula le Giornate Europee del Patrimonio 2008; la Certosa di San Lorenzo è uno dei più imponenti complessi monumentali dell’Italia meridionale sita ai piedi dell’abitato di Padula in provincia di Salerno. Siamo nell’entroterra campano, ai margini del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano ai confini con la Basilicata; questo territorio del sud d’Italia è abbastanza vicino agli ormai noti e celebrati siti della «mondezza». Le Giornate Europee di Padula hanno coinciso con l’inaugurazione della Sede rappresentativa dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio, organismo che si occupa in generale di politiche ambientali, ponendo particolare attenzione all’attuazione dei principi della Convenzione Europea del Paesaggio. Nel corso delle tre giornate è stata evidenziata, fra l’altro, la necessità di bloccare il fenomeno dell’abusivismo edilizio, piuttosto notevole nell’area protetta del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. L’incontro è stato anche un’importante occasione di confronto tra realtà europee per il riaffermare i principi della Convenzione Europea del Paesaggio. La Convenzione firmata il 20 ottobre 2000, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze è stata sottoscritta da ventisette Stati della Comunità Europea e ratificata da dieci Stati; sancisce il diritto alla salvaguardia del paesaggio e alla qualità della vita per tutti i cittadini europei ed è stata ratificata dall’Italia con la legge n° 14 del 9 gennaio 2006.
La manifestazione ha ottenuto il riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha premiato l’iniziativa con una targa d’argento; ha anche ottenuto il patrocinio morale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Nei principi fondamentali della nostra Costituzione l’Art. 9 specifica che «la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione» È emerso dai diversi interventi che il fenomeno dell’abusivismo edilizio non è circoscritto soltanto in questo territorio ma, come è noto, è presente in tutta Italia e, forse con minore intensità, anche in altri territori europei.
L'Osservatorio è un’importante organismo ed è unico in Italia; conferma che tutto il nostro territorio, quello della bella Italia, merita la massima attenzione e, malgrado le tante macroscopiche disattenzioni locali il paesaggio è ancora un patrimonio culturale ineguagliabile, complesso e dinamico, con il quale l’uomo si rapporta costantemente; esso rappresenta materialmente la testimonianza della civiltà del luogo in cui sono racchiusi preziosi valori di memoria e di identità.
Nella nostra Italia, nonostante una abnorme regolamentazione, spesso non osservata, si sono prodotte tante, troppe trasformazioni che hanno spesso irrimediabilmente alterato i tratti caratterizzanti di pregevoli territori e con essi, non pochi sono i «paesaggi» perduti.. Questo processo di trasformazione è purtroppo ancora in atto e, il modello di sviluppo attuato, ora non più praticabile, ha determinato, non solo la frantumazione, ma più spesso la replicazione del territorio, snaturandone talvolta la singolarità, in quanto sono state applicate regole e metodologie d’intervento identiche per realtà territoriali diverse. La perdita delle identità locali, comprese quelle urbane, ma ancor più quelle rurali, ha determinato sostanziali modifiche del tessuto sociale ed economico in quasi tutte le regioni italiane.
Molte risorse non rinnovabili presenti nei nostri paesaggi sono andate irrimediabilmente perdute: penso a quei paesaggi rurali del Molise, agli insediamenti montani degli Appennini, agli antichi agglomerati di pescatori accanto alle tonnare in Sicilia, alle colline delle Langhe piemontesi o, e perché no, agli storici insediamenti urbani mortificati e maltrattati da periferie indistinte. È improrogabile quindi la tutela del «paesaggio italiano» per salvare ciò che non è stato ancora compromesso; l’attenzione al paesaggio deve necessariamente essere collegata e correlata con la programmazione turistica nazionale, che potrebbero rivelarsi un’enorme potenziale, motore trainante di ampi settori della nostra economia. È urgente correggere in tempo utile gli effetti indesiderati dovuti alla inapplicazione o addirittura alla mancanza di direttive nazionali e la conseguente scarsa integrazione delle diverse pianificazioni locali; è necessario proporre validi strumenti per regolare le trasformazioni territoriali attraverso veloci iter che tengano conto delle diverse realtà locali attraverso l’attenta osservazione e puntuale prevedibilità degli effetti di pianificazione territoriale..
È utile ricordare che Fiamme d’Argento ha già parlato della Certosa di San Lorenzo:
se qualcuno avesse interesse a saperne di più può consultare il numero 2 del 2001..



Massimo Carlesi




Torna all'indice




pagina precedente