SALVO D’ACQUISTO IN UN QUADRO




Appena terminata la guerra il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri decise di immortalare con dipinti i suoi decorati di medaglia d’oro e naturalmente scelse i modelli tra i carabinieri aitanti e di bell’aspetto.
Uno di questi fu il tuscanese Ulisse Ruggeri (classe 1929) che nel ’51 prestava servizio presso la istituenda Legione Carabinieri di Salerno. Inizialmente fu prescelto, tra altri commilitoni, quale modello per la realizzazione di un quadro che doveva raffigurare l’appuntato Sabato Di Vita, Medaglia d’Oro al Valor Militare. L’opera veniva eseguita, in Amalfi, dal pittore Clemente Tafuri, nato a Salerno nel 1903 e poi trasferito a Genova, dove è morto nel 1971. Nel 1953, dovendo raffigurare l’eroe Salvo D’Acquisto, lo stesso artista si servì nuovamente del carabiniere Ruggeri, per via della notevole somiglianza tra i due. Il pittore ed il modello furono convocati dall’allora Comandante Generale dell’Arma Gen. Mannerini, che approvò la scelta del pittore. Il dipinto fu eseguito a Genova presso la residenza dell’artista. Attualmente l’opera si trova presso il Museo Storico dell’Arma.
«Al carabiniere Ruggeri Ulisse ombra di Salvo D’Acquisto il carabiniere Ruggeri Ulisse» scrisse il pittore nel 1952 sul retro di una foto ricordo. Qualche anno dopo, e precisamente nel 1956, lo stesso Ruggeri meritò un encomio solenne dal comando della legione carabinieri di Chieti per essersi prodigato in occasione di un «nevone» di quell’anno. Ecco cosa scrisse il 22 febbraio all’INAM di Avezzano il dott. G. Battista Maggi, medico e ufficiale sanitario di Ortona dei Marsi (Aquila):
«Riferisco sull’assistenza praticata alla mutuata di Bartolomeo Maria in Umbertini n. 40124/AQ della frazione San Sebastiano del comune di Bisegna.
Verso le ore undici del 20 febbraio 1956 la levatrice di Bisegna telefonava perché mi fossi recato d’urgenza a San Sebastiano giacché la mutuata suddetta aveva avuto un aborto al quarto mese ed era in preda a forte emorragia per mancato secondamento. Telefonai subito al medico provinciale e ad Avezzano perché fosse inviato un elicottero, ma la bufera non permise a questo mezzo di alzarsi. Allora persistendo le disperate chiamate del marito della mutuata e della levatrice, decisi di avventurarmi nella bufera facendomi accompagnare dai carabinieri Danella Vittorio e Ruggeri Ulisse della Stazione Carabinieri di Ortona dei Marsi. Dopo circa cinque ore di marcia sulla neve ed in mezzo alla bufera raggiunsi la borgata di San Sebastiano; trovai la donna gravemente anemizzata per cui prima di eseguire l’estrazione strumentale della seconda feci iniezione di plasma ed altro.
Lasciai la donna verso la mezzanotte notevolmente migliorata e pernottai in San Sebastiano non potendo tornare in Ortona data la notte e la bufera. Considerato l’esito finale fu una gita veramente bella! Ma agli altri di questa storia che gliene importa? Ne riferisco soprattutto perché non mi sia addebitato il Periston e perché sia rivolto un encomio ai due bravi carabinieri ai quali soprattutto si deve se sono riuscito ad arrivare in tempo ad aiutar la donna. Gli stessi carabinieri sunnominati otto giorni prima sotto una tormenta infernale avevano percorso oltre venti chilometri per cercare di portare due bombole di ossigeno a mio fratello che purtroppo morì quando essi arrivarono sfiniti da otto ore di marcia. Con ossequi».
Ed ecco l’encomio ufficiale: «In occasione di gravi avversità atmosferiche con persistenti nevicate per circa due mesi bloccavano tutte le vie di comunicazione isolando abitanti e casolari, con slancio e spirito di sacrificio sopportava dure fatiche e continui disagi coadiuvando il proprio comandante di stazione in efficaci e spesso rischiose azioni per recare soccorsi alle popolazioni colpite».
Provincia di Aquila, febbraio-marzo 1956 - Chieti 31 luglio 1956..



Luigi Tei




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