GIOVANI AMBIENTALISTI




Nasce dall'ormai consolidato rapporto fra l'Università IULM (Libera Università di Lingue e Comunicazione) e il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) il primo sondaggio circa «Il Paesaggio nella visione dei giovani», interessante ricerca volta a comprendere il livello di sensibilità degli adolescenti nei confronti delle problematiche ambientali e il loro grado di conoscenza rispetto alle grandi tematiche connesse al paesaggio. Lo studio è stato condotto su un campione di circa 5.000 studenti delle scuole secondarie superiori, attraverso la somministrazione di un questionario con 12 domande: il riscontro ha superato ogni aspettativa, quasi il 50%, dei 2.400 formulari sono stati positivamente riscontrati. Per quanto riguarda la composizione campionaria, la distribuzione degli studenti per classi scolastiche risulta abbastanza equilibrata, discrepanze, invece, sono registrabili relativamente al sesso, con un gran numero di ragazze (61% del campione) che hanno diligentemente risposto ai quesiti. Il sondaggio, inoltre, ha fatto registrare un maggiore coinvolgimento da parte di studenti appartenenti a licei (68,2%), rispetto ai loro coetanei iscritti a istituti professionali (12,2%) e a istituti tecnici (19,6%). Anche la diffusione territoriale risulta variegata, con il 47% delle risposte provenienti dal nord ovest, il 26,8% dal nord est, l'1,4% dal centro, mentre il 24,8% ha trovato mittenti nel sud e nelle isole. Circa il 44% dei ragazzi ha dichiarato che il sentirsi parte integrante di un paesaggio, e quindi di vivere in armonia con esso, è «una esperienza quotidiana»; la risposta è significativa in quanto implicitamente dimostra che i nostri giovani, di massima, trovano ospitale l'ambito territoriale in cui vivono. Da notare come quasi il 54% degli intervistati ritenga che la tutela ambientale sia non tanto un costo ma, piuttosto, una possibile fonte di guadagno. A tal proposito i ragazzi ritengono che un'accorta politica ambientale e paesaggistica possa risultare proficua a patto che cittadini e associazioni, insieme a tecnici specializzati, concorrano e cooperino in azioni coordinate. Come non ricordare che alla domanda di qual è lo stato di salute del paesaggio italiano hanno risposto che «è in pericolo » il 74,8% dei giovani, una grande maggioranza. Gli esempi che maggiormente ricordano per stigmatizzare tale pericolo spaziano dai casi di stretta attualità, come, ad esempio, l'emergenza rifiuti in Campania, a piaghe più antiche, come l'abusivismo edilizio, le discariche abusive, la cementificazione e in generale il crescente inquinamento. È importante sottolineare come la maggioranza dei giovani (62,5%) si senta responsabile e desiderosa di intervenire di fronte a episodi oggettivamente reputabili come 'danni ambientali', di cui ne parlarno in famiglia (17,5 %) e cercano di coinvolgere le associazioni (6,6%) chiamate alla salvaguardia ambientale. «Da un lato, fra i nostri giovani, pare esserci consapevolezza delle grandi problematiche che minano il paesaggio ambientale, con una buona propensione a migliorare le cose. Dall'altro, però, il sondaggio evidenzia alcune lacune di stampo culturale e informativo che dovrebbero essere colmate», dichiara Giovanni Puglisi, Rettore dell'Università IULM. «Lo faremo anche proseguendo, e magari rafforzando, la nostra collaborazione con il FAI, che già oggi si concretizza in un reciproco scambio di risorse e opportunità, con l'obiettivo di accrescere l'attenzione nei confronti dei beni culturali e ambientali, intesa di straordinario valore strategico», chiosa, seguitando nel suo ragionamento, il docente. «Il paesaggio è il bene collettivo più prezioso che noi italiani possediamo», chiarisce Giulia Maria Mozzoni Crespi, Presidente del FAI, «nonché la principale fonte di turismo e uno dei motori economici del Paese. Il paesaggio è simbolo della nostra storia e difenderlo è compito di ognuno di noi. Per questo dobbiamo educare fin da subito le giovani generazioni a studiarlo, viverlo con rispetto e concorrere alla sua conservazione».



Umberto Pinotti




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