ONAOMAC

RICORDANDO UNO DEI FONDATORI ONAOMAC


Il 5 ottobre 2008 l’Opera Nazionale per l’Assistenza agli Orfani dell’Arma dei Carabinieri compirà il suo 60° anno di attività ufficiale, essendo stata fondata dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, con Decreto Presidenziale n. 1303 del 5 ottobre 1948. In questo momento di particolari rievocazioni della nostra storia, dopo aver ricordato, già nel mese di dicembre 2007, la figura indimenticabile del Generale D. Alfredo Ferrari, nostro primo Presidente, riteniamo doveroso parlare di chi tanto si è adoprato per la fondazione, l’incremento e l’ampliamento delle attività dell’Opera: il Generale di Corpo d’Armata Romano Dalla Chiesa, Padre dell’eroico Generale Carlo Alberto ucciso proditoriamente in Palermo il 3 settembre 1982, mentre ivi ricopriva, dopo tanti anni di lotta decisa ed instancabile al terrorismo, la carica di Prefetto della Repubblica. Il Generale Romano Dalla Chiesa, l’8 settembre 1943, era, con il grado di Colonnello, il Comandante della Legione di Bari ed, al momento dell’armistizio, dopo aver concorso con i suoi Carabinieri alla liberazione del capoluogo pugliese, essendosi trasferito nel suo territorio il Governo legittimo del Re, si trovò ad essere, per 72 giorni, il più elevato Comandante dell’Arma nel territorio liberato. Successivamente, il 15 novembre, essendosi costituito in Bari il Comando Carabinieri dell’Italia Liberata, ne divenne Capo di Stato Maggiore e, dopo la ricostituzione in Roma (4 giugno 1944) del Comando Generale dell’Arma, mantenne tale carica fino alla promozione a Generale di Brigata (6 giugno 1945). Fu lui ad affrontare, con i Comandanti Generali che si avvicendarono in quel periodo (Generale Giuseppe Piéchè, Generale Taddeo Orlando e Brunetto Brunetti) la riorganizzazione dell’Arma ed, in particolare, le complesse e difficili problematiche connesse all’assistenza degli Orfani e delle Vedove, assai numerosi ed in gravi difficoltà nell’immediato dopoguerra. Egli sostenne, con grande determinazione e tenacia, la necessità impellente di realizzare dei collegi per i nostri Ragazzi, parecchi dei quali avevano perso entrambi i genitori. Fin dall’inizio ufficiale delle attività dell’Opera, pur essendo impegnato nel comando della IV Brigata di Roma, fu attivissimo Vice Presidente e, da Comandante della 2ª Divisione «Podgora», diventò anche 2° Presidente del nostro Ente, mantenendo la carica anche nel periodo in cui fu Vice Comandante Generale dell’Arma e poi, per altri 10 anni, dopo aver lasciato il servizio attivo. Il suo decennio di presidenza è, indiscutibilmente, quello delle maggiori realizzazioni e del grande ampliamento dell’Opera. Il Collegio di S. Mauro Torinese fu ingrandito e fu consentito, ai giovani convittori, di conseguire varie specializzazioni ad alto livello (tecnici meccanici, calzaturieri, elettronici, tipografi, ecc...) e stimolò, inoltre, i più inclinati allo studio a proseguire il loro iter scolastico fino al conseguimento del diploma di scuola superiore o della laurea. Acquistò, in località Calambrone di Pisa, un ampio appezzamento di terreno boschivo, realizzando due distinti Collegi: uno per le ragazze ed un altro per i ragazzi. Stipulò, poi, convenzioni con importanti e rinomati collegi, in tutto il territorio nazionale, per accontentare le mamme che desideravano avere il più vicino possibile i propri figli. Lasciò l’Opera, suo malgrado, il 1° gennaio 1965, perché colpito da improvvisa ed inesorabile malattia. Migliaia di nostri Convittori, molti dei quali ora Generali di grado elevato, importanti uomini politici, affermati professionisti e stimati cittadini lo ricordano, con grande affetto e riconoscenza e noi tutti lo consideriamo una pietra miliare della nostra benefica istituzione.

di Cesare Vitale




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