LA NOSTRA MEMORIA




Il Maresciallo Maggiore «A» Cav. Pietro BOCCHI, Presidente della Sezione ANC di Chiavari ha fatto pervenire alla redazione di «le Fiamme d’Argento », una memoria riguardante alcuni fatti accaduti tra il settembre 1943 ed il maggio 1944 nel Comune di Fivizzano (MS) - suo luogo di nascita - di cui era stato testimone all’età di 14 anni.
«...Nella zona era operante una consistente formazione partigiana con uomini provenienti dall’Alta e bassa Lunigiana della provincia di Massa.
Il campo base era stato sistemato nella località “Massiciano” della frazione di Mommio, dove erano ubicate diverse casupole di pastori e capanne di boscaioli.
Nella località “Massiciano” periodicamente veniva paracadutato, da parte degli americani, materiale di ogni genere. Tra la fine del mese di marzo e del mese di aprile 1944 i partigiani inflissero un duro colpo ai tedeschi sequestrando loro automezzi carichi di generi alimentari e munizionamento vario.
Tale fatto fece molto scalpore e probabilmente, fu il motivo determinante che spinse i nazisti ad effettuare un massiccio intervento di rappresaglia nei luoghi teatro di azioni partigiane ai loro danni.
Il mattino del 4 maggio 1944, le frazioni di Vendaso e Mommio del Comune di Fivizzano vennero circondate da circa 2000 uomini, in massima parte tedeschi.
Erano circa le 10 quando notai - unitamente ad altri coetanei - transitare un gruppo di giovani, tutti armati, alcuni dei quali da noi conosciuti tra cui Ivo Menini, Carabiniere. Erano diretti verso la località “Orticara” per poi, probabilmente raggiungere la località “Massiciano” ove era attestata la formazione partigiana succitata. Trascorsa circa un’ora dal passaggio dei predetti uomini udimmo provenire dalla località “Orticara” numerosi colpi di arma da fuoco e scoppi di bombe a mano.
Lo scontro a fuoco durò diverse ore. Successivamente venimmo a sapere che le truppe naziste avevano raggiunto la località “Massiciano” scontrandosi con la formazione partigiana ivi attestata. Sapemmo poi che il gruppo di giovani che avevamo visto transitare, raggiunta la località “Orticara”, era stato circondato dai tedeschi ma era riuscito egualmente a sganciarsi e a dileguarsi lungo il costone sino a raggiungere la località “Vaipila” dove trovò rifugio in una grotta.
La grotta era piuttosto angusta tanto che il Carabiniere Ivo Menini, al fine di aiutare i compagni, uscì allo scoperto e nel corso di uno scontro a fuoco con i tedeschi venne colpito a morte. I componenti del gruppo si salvarono e la salma del Carabiniere Menini venne recuperata alcuni giorni dopo.
Intanto la frazione di Mommio venne distrutta dai tedeschi e nel corso di un rastrellamento vennero fatti prigionieri molti uomini e fra questi anche il Carabiniere Antonio Palmieri. Alcuni prigionieri, circa una quindicina furono poi passati per le armi e gli altri liberati. Del Carabiniere Palmieri non si seppe più nulla. Il Menini Ivo venne sepolto nel cimitero della frazione di Pieve S. Paolo di Vendaso del Comune di Fivizzano.
Il Carabiniere Antonio Palmieri invece era nativo e residente nella frazione Mommio di Fivizzano ».
Il Socio Bocchi conclude la sua memoria auspicando che il ricordo del sacrificio dei Carabinieri Ivo Menini e Antonio Palmieri possa essere perpetuato intestando a loro nome una Caserma dell’Arma dell’Alta e bassa Lunigiana in provincia di Massa.
Tale apprezzabile auspicio dovrà essere raccolto dall’Arma Territoriale che se riterrà potrà portare avanti l’iniziativa, approfondendo i fatti e le situazioni narrate dal Bocchi.
Per quanto mi riguarda, oltre all’ingrato compito di «sintetizzare», la suddetta memoria troppo lunga per le note esigenze di spazio della nostra Rivista, mi sono permesso di modificarne il titolo (Eroi dimenticati) perchè l’Arma non dimentica e non dimenticherà mai i propri eroi, il cui ricordo pur se talvolta offuscato dalla nebbia del tempo trascorso e della complessità delle vicende storiche vissute, è sempre vivido come dimostrano queste brevi note.

di Giancarlo Mambor




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