LA FEDELISSIMA

Un ricordo della Marcia d’Ordinanza

Quando negli Eserciti la motorizzazione era quasi sconosciuta, i Reparti militari, in particolare le Fanterie, venivano movimentate a piedi, con lunghe ed estenuanti marce. All’epoca i baffuti Generali, forgiati nelle Scuole militari dove aleggiavano le teorie di Napoleone, Radetzky, Salasco, Ramorino, ecc., erano soliti affermare: «Date la musica al Fante», nella convinzione, non del tutto sbagliata, che la cadenza musicale dava una più accentuata ritmicità al passo dei soldati durante gli spostamenti a piedi e faceva dimenticare la fatica. Per tali motivi la musica militare aveva un’organizzazione molto estesa e quando mancava veniva supplita con il canto. Sono nate così le tante canzoni patriottiche, nostalgiche e goliardiche, che i militari cantavano durante le defaticanti marce. Ogni Arma aveva i suoi canti ed una musica particolare che prese il nome di «Marcia d’Ordinanza», cioè di prescrizione. Nel nostro tempo, dopo la diffusione degli automezzi anche nelle Forze Armate, tali composizioni musicali hanno solamente il ruolo di ritmare, durante le parate, il passo dei Reparti inquadrati o di sottolineare la solennità di una cerimonia.
In linea di massima, le Marce da un punto di vista musicale, sono fortemente cadenzate e quindi atte a favorire l’andatura dell’uomo. Ciò è logico perché questo era lo scopo originario. Tra l’altro i loro compositori nella distribuzione delle parti ai vari strumenti, tenevano presente che stavano dando vita ad una musica destinata ad essere suonata da Bande o Fanfare e non da orchestre sinfoniche. Oggi la situazione è differente perché, da tempo, questo genere musicale è entrato pure nel repertorio cosiddetto classico. Chiaramente anche l’Arma dei Carabinieri ha sempre avuto la sua «Marcia d’Ordinanza », a partire da quella suonata dalla Fanfara della Legione Allievi (antenata dell’attuale Banda) a quella dei giorni nostri dal titolo: «La Fedelissima» che il pubblico (per «stima» verso i Benemeriti) ascolta stando in piedi.
L’odierna «Marcia d’Ordinanza» dei Carabinieri, fu composta nel luglio 1929 dal Maestro Luigi Cirenei, nato il 28 settembre 1881 a Castel del Piano (Perugia). Studiò nel Conservatorio «G. Puccini» di Pesaro. Per la sua caratura musicale, divenne subito l’allievo prediletto del famoso Pietro Mascagni. Nel 1925, dopo un percorso artistico alla direzione di rinomati complessi bandistici civili e militari e vinto apposito concorso, fu nominato Direttore della Banda dell’Arma dei Carabinieri. Il Maestro Cirenei, di grande esperienza e sensibilità musicale, è autore anche di altre composizioni, ma la sua «Creatura» prediletta fu sempre «La Fedelissima». Un superbo inno alla «Fedeltà» dell’Arma. In passato su questo tema si era già espresso in forma lapidaria il Capitano dei Carabinieri Cenisio Fusi, che nel 1914, in occasione del primo centenario della fondazione dell’Arma aveva creato il motto: «Nei Secoli Fedele», divenuto poi contrassegno antonomastico dei Carabinieri. Ma il Maestro Cirenei, 15 anni dopo, esaltando tale concetto di fedeltà definì l’Arma, nella sua composizione musicale, addirittura «Fedelissima»; un titolo che nei secoli scorsi la Chiesa riservava ai regnanti, ma con parsimonia.
La «Marcia d’Ordinanza» dell’Arma, suonata dalla Banda nel corso dei concerti, anche all’estero, divenne celebre in un breve arco di tempo. L’insigne musicista Umberto Giordano, in una lettera inviata ad Anacleto, figlio del Maestro Cirenei, afferma che non conosceva «una composizione più bella, nel suo genere, della Marcia dei Carabinieri». In effetti, «La Fedelissima » è una musica limpida e solenne che, per profondità ed intensità espressiva e maestosità, provoca un crescente entusiasmo in chi l’ascolta.
Le note della «Fedelissima» sono scolpite nella mente e nel cuore (forse più in questo ultimo) di tutti i Carabinieri che incominciano ad ascoltarle, quando agli albori della loro vita nell’Arma, si preparano a «conquistare» gli alamari anche con lunghi periodi di «Istruzione Formale», spesso al suono della «Marcia d’Ordinanza». A tale riguardo molti non più in servizio per età od altra causa, raccontano che quando percepiscono le note della «Marcia d’Ordinanza », avvertono un impulso spontaneo di marciare.
La «Fedelissima» è solo musica. Tuttavia molti Carabinieri, improvvisandosi «parolieri », gli hanno abbinato un loro testo, nel quale spesso ci si riferisce, con espressioni giovanili e spensierate, alla vita non certo comoda del Carabiniere.

di Andrea Castellano




Torna all'indice




pagina precedente