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Una serie filatelica italiana che non rappresenta la donna italiana Tra le tante, innumerevoli, forse troppe emissioni
filateliche, pensate e realizzate per far
felici, più spesso per far disperare i filatelici
di tutto il mondo, ma principalmente per
far «cassa», c’è una Serie Italiana dedicata a «la Donna
nell’Arte» emessa nel gennaio-marzo 2002. La nota tecnica
con linguaggio per soli addetti definisce i dieci valori
così: 3ª emissione. Iscrizione marginale inferiore
«I.P.Z.S.-Roma» Stampa in rotocalcografia Filigr. IV i n.
2589-91. Dent. 141/4 x 131/4. Fogli di 100. Disegni di A
Ciaburro (0,01), C. Bruscaglia (0,02 € e 0,03 €), G.
Tuffetti (0,05 €), L. Vangelli (0,10 e 0,20 €), M. Tuccelli
(0,23 €).La riproduzione dei Valori emessi, abbastanza fedele, che accompagna questa Nota, mostra una certa timidezza nell’usare l’efficacia del colore mortificando, in parte, le opere dalle quali sono tratte che sono di rilevanza artistica, plastica e cromatica notevoli: nell’ordine, le opere dalle quali sono tratte sono queste: il valore di 0,01 € rappresenta l’«Ebe», scultura di A. Canova che si trova nella Pinacoteca di Forlì; il valore di 0,02 € è tratta da una moneta siracusana di Eumene «Tetradramma »; l’immagine del valore di 0,03 € è tratta da un affresco di Piero della Francesca «La leggenda della vera Croce» che si trova nella Chiesa di San Francesco ad Arezzo; l’immagine invece del valore di 0,05 € è tratta da una pittura che si trova nella tomba dell’Orco nella Necropoli Etrusca di Tarquinia; il valore di 0,10 € porta raffigurata la Testa di una Sstatua del III secolo a. C. conservata nel Museo G. Fiorelli di Lucera a Foggia; il francobollo da 0,20 € riporta la Testa della Danae tratta da un dipinto del Correggio conservata nel Museo Borghese di Roma; il valore da 0,23 € è la rielaborazione di un particolare dell’affresco di F. Lippi posto nel Duomo di Prato che rappresenta il banchetto di Erode con Salomè che danza; lo 0,41 € è tratto da un dipinto di R. Sanzio «Donna con liocorno » conservato a Roma, nel Museo della Galleria Borghese; dal dipinto del Parmigianino è tratta «l’Antea» 0,50 € che si può ammirare nel Museo di Capodimonte a Napoli; il valore di 0,77 € è tratto da un dipinto del Botticelli, «La Primavera» nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Sono del parere che questa rielaborazione di opere d’arte andava maggiormente esaltata dal punto di vista grafico ma, soprattutto, doveva essere diversa l’immagine «Donna», in quanto, essendo una serie filatelica emessa in Italia (come la parola ITALIA sul francobollo sta ad indicare il Paese di emissione, così come disposto dall’Unione Postale Universale), doveva riferirsi in maniera più propria alla immagine iconografica della donna italiana. Inoltre appare anche un’eccessiva apprensione nel proporre l’argomento tanto che se ne varia soltanto la cromia; le teste raffigurate nei dieci valori filatelici sembrano appartenere ad un mondo nord-europeo, porcellanato, piuttosto che mediterraneo. È troppo poco caratterizzato lo spirito femminile in genere ma soprattutto non lo è quello italiano, rappresentato, come nel caso specifico, da una sorta di volti senza tempo e senza terra ove la figura donna è rappresentata da una bellezza diafana. La figura femminile da secoli è oggetto e soggetto nell’arte e, nei vari periodi della cultura italiana, per l’artista figurativo, pittore o scultore, che sia, la donna è essenzialmente forma, sia essa rappresentata come madre, moglie, amante, santa o soltanto «Donna», considerata nel contesto sociale e storico in cui è ritratta. Spesso è idealizzata nel corpo e nell’espressione, la donna nell’arte italiana, è ben diversa, penso, per esempio, alle figure femminili di Michelangelo Merisi da Caravaggio, esse sono emblematiche e le loro sembianze e i loro volti sono tratti da un mondo, quello caravaggesco, problematico, violento e libertino, ove proprio dai soggetti popolani, presi a modello dall’artista, traspare l’immagine pittorica della donna di tutti i giorni e che ritroviamo anche nelle sue madonne. È bene ricordare di Caravaggio la splendida tela della Madonna dei Palafrenieri del 1606, dipinto allontanato dopo solo un mese da uno degli altari più importanti di San Pietro per motivi teologici e di decoro che risultavano troppo innovativi e troppo lontani dalla tradizione figurativa dell’epoca. Si potrebbe pensare anche a come rappresentavano la figura femminile gli artisti italiani, vale la pena di citarne qualcuno, tra i grandi, contrapposti al Caravaggio: Paolo Veronese, Tiziano, Raffaello o Sironi e Guttuso per avvicinarci ai nostri tempi. La domanda che occorreva fare, nell’affrontare l’importante e, sotto certi aspetti, delicato argomento della «Donna nell’arte» riferita alla serie filatelica sopra citata, potrebbe essere stata questa: quale è l’immagine o quali potrebbero essere le immagini rappresentative della donna italiana nella raffigurazione storico-artistica? Esiste veramente una o più immagini tipo e come potrebbe essere artisticamente definita? Da un dipinto, o da una scultura? E quale dovrebbe essere il soggetto tra i tanti esistenti? Certamente non si può assumere una singola immagine perché i soggetti trattati nell’arte figurativa italiana, che caratterizzano l’immagine femminile, nelle diverse epoche, ne troviamo rappresentati molti tipi. Le immagini utilizzate nei francobolli in questione sono tratte da statue, monete, mosaici, quadri e provengono e sono conservati nei Musei posti nelle diverse Regioni della nostra Italia: settentrionale, centrale, meridionale e insulare. È questo un altro distinguo relativo alla immagine femminile nell’arte italiana e quindi alla bellezza italica; le ricchezze regionali d’Italia nel campo figurativo sono tante e ogni artista ne ha rappresentato un aspetto diverso e certamente, se interpellato, avrebbe voluto vantare sua, la rappresentazione ideale della donna italica. Attardandoci in Musei o Pinacoteche, spesso, rappresentate in tele di grande effetto, accanto alla energica popolana romana o napoletana e alla esile figura veneta, troviamo la donna patrizia, dipinta ridondante di gioielli, ricami e pettinature da stupire l’osservatore. Tornando all’immagine femminile in generale, per non perdere di vista i canoni estetici dovremmo ricordare anche il modello femminile greco e romano, ove la donna possedeva una proporzione e una dimensione impareggiabile, considerata inarrivabile. Nella storia dell’arte il ruolo e la figura della donna sono stati sempre determinanti e la sua influenza è sempre stata positiva; comprendere la multiforme e variegata complessità della donna, significa comprendere lo stesso uomo e l’umanità tutta. Dalla donna ha origine la vita, nell’arte è sempre presente, la sua figura appartiene alle varie rappresentazioni, la troviamo nell’attività sociale come in quella culturale e politica. Nella veste religiosa la donna può essere rappresentata nella veste di Madonna e abbiamo la Donna del Rosario, della sofferenza, del dolore, della luce, dello «Stabat Mater ». La complessità della donna nell’arte, sia italiana o no, è tale che risulta avere una «statura» di forze naturali che difficilmente l’altro sesso raggiunge; spesso nei dipinti dei nostri maestri la donna fonde la realtà con l’ideale e dà forma alle idee creando un anello di congiunzione tra l’umano ed il divino, la donna non è sinonimo di omogeneità, ma è il risultato di un atteggiamento equilibrato, la visione della «donna» nell’arte, che dà completezza ed equilibrio a tante tematiche figurative meritava certamente una diversa e più incisiva rappresentazione nella Serie Filatelica presa come spunto. di Massimo Carlesi
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