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Nel tempo, dal 1872
ad oggi
La funzione di informare, istruire, educare il personale dell'Arma in servizio e in quiescenza spetta ovviamente e da sempre, alla classe dirigente dell'Istituzione che, in verità, ha sentito sin dalle origini la responsabilità di tale compito, da sempre tra le specifiche funzioni dei Comandanti di tutti i livelli. Un contributo non marginale a queste funzioni, tanto delicate e complesse, lo forniscono giornali, bollettini, riviste, periodici, mediante i quali i Comandi gerarchicamente sovraordinati hanno la possibilità di comunicare con gli organi periferici e con i singoli collaboratori. Fino al 1934, tutte le pubblicazioni dedicate ai Carabinieri sono frutto di iniziative di privati, professionisti affezionati o ex appartenenti all'Arma, che, nel corso degli anni, creano nuove testate giornalistiche appositamente dedicate alle attività dei Carabinieri o delle categorie militari in genere. Dinanzi a questo fenomeno, le gerarchie dell'Arma non assumono direttamente iniziative, ma partecipano con cautela e con discrezione, vigilando indirettamente, patrocinando le iniziative più valide e consentendo, tra l'altro, ai propri appartenenti di collaborare ai vari periodici, con articoli che, illustrando le vicende del ser vizio dei Carabinieri in tutto il territorio italiano, «se non insegnano né gli esercizi militari né le regole del servizio interno od esterno, abituino però l'individuo a quello studio di osservazione ed analisi che tanto giova a chi deve ogni giorno lottare contro l'astuzia, la frode, l'inganno e la simulazione della società». In dette pubblicazioni, come si deduce agevolmente dalla elencazione cronologica delle testate dedicate nel tempo all'Arma, non sempre si distingue tra Carabinieri in servizio o in congedo. Si dà per scontata questa unicità e talvolta si sottolinea la continuità delle due posizioni, la identità dei valori che sottendono alla vita degli uni e degli altri, come si rileva agevolmente esaminando il primo numero dell'ALBUM del CARABINIERE REALE - edito a Roma nell'aprile 1877). Sorprende, a prima vista, il numero dei periodici dedicati all'Arma ed editi contemporaneamente, dalla seconda metà del secolo XIX in poi. Occorre inoltre rammentare che i Carabinieri, istituiti - come già ricordato - con Regie Patenti del 13 luglio 1814, sono «militari per buona condotta e saviezza distinti»; essi devono pertanto saper leggere e scrivere correntemente, in un'epoca in cui la percentuale degli analfabeti raggiunge la quasi totalità dei cittadini. Il Carabiniere dunque è un cittadino tra i più colti della media degli italiani, comunque attento anche per esigenze professionali, agli avvenimenti della cronaca e della storia, ai movimenti di pensiero, ai fatti organizzativi. È pertanto logico e normale che gli organi di stampa rivolgano la loro attenzione ed ogni possibile cura ad una categoria considerata in grado di apprezzare i piaceri e i benefici della comunicazione e della buona lettura in genere, costituendo nel contempo un apprezzabile mercato in cui diffondersi. CRONOLOGIA DEGLI ORGANI DI STAMPA Il
17 dicembre 1872 inizia le pubblicazioni IL CARABINIERE,
un bisettimanale di 4 pagine, edito in Roma, con sottotitolo «Giornale militare»,
stampato dalla Tipografia Benciana. Gli uffici direzionali ed amministrativi
sono nella vecchia Roma, in Via dei Giubbonari n° 30. Contiene: gli atti ufficiali relativi all'Arma, notizie storiche e di cronaca, attività di polizia giudiziaria svolta dai Carabinieri, quesiti e risposte degli abbonati, notiziari nazionale ed estero, piccola posta, racconti e romanzi a puntate. Il primo «Gerente responsabile» è Carlo Marchisio. Nel 1874 il giornale viene acquistato da Carlo Voghera, che lo stampa nella propria tipografia di Piazza del Gesù n° 47. Nel 1875 IL CARABINIERE, assieme ad altri due periodici (Monitore dei Carabinieri Reali e Italia militare), costituisce valido motivo di soddisfazione per l'Arma dei Carabinieri («cui è consacrato » IL CARABINIERE !). I tre periodici infatti, raggiungono e superano i 4500 abbonati complessivi (l'intero organico di tutta l'Arma era di appena 20.837 unità), per nulla scoraggiati dall'elevato costo dell'abbonamento rispetto alle retribuzioni dei Carabinieri del tempo. Nel 1882, a dieci anni dalla sua fondazione, diventa settimanale illustrato e raddoppia il numero delle pagine. Una importante innovazione viene apportata alla testata che riproduce l'immagine di un Carabiniere in G.U.. Pregevoli illustrazioni corredano soprattutto gli articoli che riguardano atti di valore commessi da militari dell'Arma. Uno dei
più attivi collaboratori del periodico è un Luogotenente dei Carabinieri,
Gian Carlo Grossardi, che nel solo periodo 1873-1875 pubblica
su IL CARABINIERE, oltre a collaborare con altri giornali e riviste, ben
99 articoli ed è autore de «Il galateo del Carabiniere»
pregevole libretto tuttora di notevole validità, ancorché ovviamente datato,
riprodotto alcuni anni fa in copia anastatica per iniziativa del Comando
Generale dell'Arma. Dopo oltre 21 anni, con il numero di Natale, IL CARABINIERE
cessa le pubblicazioni. Nel 1873 vede la luce il MONITORE DEI CARABINIERI REALI, un bisettimanale, composto da quattro pagine, pubblicato a Roma, per iniziativa del gerente responsabile Giovanni Fornaro, e stampato dalla tipografia Artero di Via Monte Brianza 30. Nella testata figura il motto: «Disciplina - Istruzione - Emulazione» che dal 1890 si trasforma in « Disciplina - Istruzione - Intelligenza ed amore al ser vizio- Emulazione». Spesso il nuovo periodico entra in polemica concorrenza con IL CARABINIERE, uscito l'anno prima, al quale cerca di contendere i lettori. Nel 1900 aggiunge l'articolo alla testata - nella quale vengono inserite anche efficaci immagini di Carabinieri a piedi e a cavallo in G.U. - diventando IL MONITORE DEI CARABINIERI e trasformandosi in settimanale, organo ufficiale delle Società di mutuo soccorso tra i «congedati ed i giubilati (collocati a riposo per avere compiuto il massimo di servizio) dell'Arma» esistenti all'epoca nelle principali città. Il proprietario
e direttore del periodico diventa Carlo Bartolini, con sede in Corso Umberto
I n° 337. Durante il periodo della prima guerra mondiale, il periodico riporta le cronache della guerra, le vicende più importanti, dal Carso al Podgora, alle battaglie dell'Isonzo, ricreando per i lettori l'atmosfera delle sanguinose trincee, commemorando i Caduti («morti per noi, per i Carabinieri che ci hanno preceduto e per quelli che verranno dopo di noi»). Nell'immediato dopoguerra, (1919-1924) il periodico pubblica una serie di articoli, di rilevante interesse storico, in merito ai problemi posti dal riordinamento dell'Arma, a firma di uno dei più noti pubblicisti militari dell'epoca, il Sottotenente dei CC Arturo Baù. Il 16 luglio 1924, dopo 50 anni di vita, il periodico cessa la pubblicazione. Nel 1875, come già detto, si interessa dell'Arma un terzo giornale ITALIA MILITARE con sottotitolo «Giornale delle Armi di terra e di mare» (quindi non esclusivo dei Carabinieri, ma dedicato a tutte le Forze Armate). Si tratta di un periodico edito da molti anni a Torino, subito dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia, trasferito poi a Firenze e, dopo la storica Breccia di Porta Pia, portato a Roma. Viene pubblicato con cadenza trisettimanale, è composto di 4 pagine; ne è proprietario e stampatore quel Carlo Voghera, proprietario anche de IL CARABINIERE. Oggi ne sopravvivono rare copie. ![]() Il giornale, per ordine del Ministro della Guerra, trasmesso con circolare a firma del «Presidente del Comitato» dell'Arma, pubblica appunto nel 1875 un supplemento con «notizie che possono interessare l' Arma»; ogni Legione è incaricata di comunicare mensilmente «direttamente allo stesso Ministero (Segretariato Generale) i seguenti stati: - bollettino delle informazioni; - elenco nominativo degli ammessi alla rafferma; - stato numerico dei collocati a riposo; - elenco nominativo dei morti e feriti in servizio; - stato numerico degli arresti operati nella Legione; - stato graduale numerico della forza; - e, quando si presenti la circostanza, necrologia di ufficiali appartenenti alla Legione, e i servizi che, nell'interesse dell'Arma, importi di rendere diffusi. L'ordine viene però revocato dopo tre anni e il supplemento ad uso dell'Arma non viene più pubblicato. La tiratura del periodico, più volte «accusato» di fare troppo uso delle forbici per ritagliare e riportare articoli di altri periodici, è incrementata dalla presenza tra i suoi collaboratori di un giovane ancora non molto noto come ufficiale - scrittore, Edmondo De Amicis, autore dei «Bozzetti militari », racconti che ottengono un notevole successo editoriale. Il più noto libro «Cuore» che darà la celebrità allo scrittore, è ancora di là da venire. Non è stata per ora trovata traccia della data di cessazione delle pubblicazioni. Nel
mese di aprile 1877 vede la luce l'ALBUM DEL CARABINIERE
REALE, un mensile, composto di 24 pagine illustrate, edito a Roma
dal noto Carlo Voghera. Il motto del periodico è: «Istruire dilettando - eccitare con l'esempio». Il mensile è articolato in due parti: la prima tratta argomenti storici dell'Arma; la seconda pubblica notizie di cronaca, atti ufficiali, citazioni, trasferimenti, promozioni, ecc. Il gerente responsabile, elencando gli scopi della pubblicazione, precisa, tra l'altro, «...miriamo a tracciare la via dell'avvenire ai giovani militari che muovono i primi passi (nell'Arma Benemerita), a far loro comprendere quali sono le orme che devono seguire, ad invogliare chi ha cuore e mente a farsi emulo di chi lo ha preceduto nella virtù e nell'eroismo...». Uno dei collaboratori più autorevoli è il luogotenente dei Carabinieri Gian Carlo Grossardi (poi diventato Colonnello), il primo studioso che, con lungimiranza e pregevole cultura, imposta la prima storia organica dell'Arma, autore di centinaia di articoli anche su altri periodici e de «IL GALATEO DEL CARABINIERE » già citato. Il periodico cessa la pubblicazione solo dopo sette numeri, nel mese di ottobre, per la morte del proprietario, Cav. Adami. Il 15 dicembre 1885 esce a Roma il CARABINIERE ITALIANO, per iniziativa del Cav. Astengo, privato imprenditore, mentre si pubblicano altri due giornali per l'Arma: IL CARABINIERE e IL MONITORE, con i quali la nuova pubblicazione entra spesso in polemica. Ne diviene Direttore Agamennone Bellini, noto ed apprezzato giornalista che, lasciata la collaborazione al MONITORE, contribuisce al successo della nuova impresa editoriale. È un bisettimanale, di quattro pagine, che nella testata, oltre alla immagine di un Carabiniere in G.U., riporta la scritta «pro lege et justitia» e richiama, col sottotitolo «Dovere - emulazione - disciplina», quello de IL MONITORE. Dopo un anno diviene IL CARABINIERE ITALIANO, modificando anche le immagini della testata, peraltro resa più elaborata e con un fregio che riporta la tradizionale fiamma dell'Arma con le punte rivolte a sinistra. Il periodico pubblica una breve rubrica di «cronaca politica» di avvenimenti nazionali ed internazionali, un notiziario militare, un «corriere giudiziario», qualche articolo sull'Arma, le principali operazioni di ser vizio dei Carabinieri, promozioni, nomine, trasferimenti e l'immancabile romanzo a puntate. Una curiosità: nel 1889 il giornale cambia ancora una volta la testata, aggiungendo il sottotitolo: «Giornale militare e di polizia giudiziaria», eliminando l'immagine dei Carabinieri in grande uniforme che aveva inserito nella precedente riforma, e viene esteso al personale della P.S. ed alla forza pubblica in genere. L'iniziativa non ha però molto successo. Peraltro, a causa della feroce concorrenza con gli altri periodici e per l'elevato costo dell'abbonamento, pari ad uno stipendio mensile di un Carabiniere, dopo un vistoso calo degli abbonamenti, l'8 giugno 1890 cessa le pubblicazioni. Il 23 dicembre 1886,
nonostante la concomitanza di ben tre periodici dedicati all'Arma, esce
a Roma IL COMANDANTE DI STAZIONE, un settimanale, con sottotitolo
«Giornale militare, politico e di polizia giudiziaria», di proprietà della
nota società tipografica «Eredi Verzellini» con sedi a Roma e Pallanza.
Il gerente responsabile è Paolo Cozzi; ma l'articolo di presentazione del periodico è, per la prima volta, a firma di un Capitano dei Carabinieri in ausiliaria, Eugenio Simoncini. Oltre ad «avvisi economici» riguardanti militari dell'Arma in congedo (altra primizia!) contiene articoli di specifico interesse professionale, rubriche di notizie dall'interno e dall'estero, commenti di leggi e di regolamenti, un massimario di giurisprudenza, un notiziario militare, giochi e consigli pratici ed infine un romanzo di appendice a puntate. Anche questo giornale, che pur tratta pregevoli articoli di specifico interesse per i sottufficiali, viene spesso coinvolto in polemiche con i periodici più affermati, che ne minano la consistenza, cosicché il 31 luglio 1887, durante il secondo anno di vita, cessa la pubblicazione. Il 15 gennaio 1887, quinto «tra cotanto senno», viene pubblicato a Roma, L'AMICO
DELL'ARMA. Si tratta di un quindicinale, con sottotitolo «Periodico
teorico - pratico - legale», fondato dall'Avv. Francesco Ardizzone
Bracci, con sede ammini- strativa in Piazza Capranica 78 e poi in Via Germanico
178, anche se stampato presso la tipografia «Lemurio» di Acquapendente (VT).
È diretto dall'Avv. Luigi Carcani. Ogni fascicolo è di 24 pagine, formato libro e comprende studi e commenti di legislazione penale, leggi e decreti, circolari ministeriali, giurisprudenza , notizie di promozioni, decorazioni a militari dell'Arma, rubrica di piccola posta e l'immancabile romanzo a puntate. Si ha notizia di esistenza in vita del periodico fino al 1917, per 31 anni, con una invidiabile longevità editoriale. Nel 1908 nasce a Palermo, LA SCUOLA DEL CARABINIERE, con sottotitolo «Periodico mensile di educazione, istruzione e diletto; la migliore fonte di cultura per i carabinieri e graduati che aspirano all'avanzamento». È composto di 16 pagine ed è edito dal Prof. Miceli Gorgone, che ne è il proprietario e il direttore ed insegna nel locale «Deposito Allievi Carabinieri». Pur nella sua veste tipografica modesta, il giornale è molto apprezzato e di lettura consigliata da par te del Comando Generale dell' Arma, che a volte lo fa inviare alle Legioni per «alcuni articoli ispirati a saggi ammonimenti di giusta intonazione». Pubblica i testi delle nuove leggi, una rubrica di temi svolti da militari dell'Arma e «La pratica nella polizia giudiziaria» (gara su quesiti posti dal giornale). Dura probabilmente per 24 anni, fino al 1931. Nel dicembre
1921 nasce a Firenze il mensile FIAMME D' ARGENTO,
di 48 pagine, formato libro, edito da Aldo Funghi e definito dal direttore
Baccio Bacci «Rivista dei Carabinieri, nata per loro». Si propone
di «raccogliere, ordinare, commentare ogni fatto, ogni idea, ogni argomento
che interessino l'Arma e che siano capaci di dar vita a feconde discussioni
sempre degne, per tono e finalità, dell'organismo pel quale la Rivista vede
la luce». Pubblica notizie sull'Arma, stralcio delle circolari ministeriali, il Bollettino Ufficiale del Comando Generale, novelle, note scientifiche, avvenimenti importanti, consigli del medico, resoconti di sport, giuochi e illustrazioni varie, libri di consigliata lettura. Il giornale pubblica interessantissimi articoli di elevato livello culturale scritti dai più brillanti e colti Ufficiali, tra i quali spiccano: ![]() - Ruggero Denicotti, apprezzato Comandante di un Gruppo di Legioni, autore della ineguagliabile storia dell'Arma scritta in occasione del primo centenario dell'istituzione dell'Arma («Delle vicende dell'Arma dei Carabinieri Reali in un secolo dalla fondazione del Corpo»; - Vittorio Gorini, Comandante della Legione Allievi di Roma, colto autore di pregevoli saggi storici, al cui merito vanno ascritte le inconfutabili ed accurate ricerche storiche che consentono la concessione della medaglia d'argento al valor militare alla Bandiera dell'Arma, per i noti fatti della carica di Pastrengo; - Arturo BAÙ, Capitano dell'Arma, più volte lodato ed apprezzato dallo stesso Comandante Generale per l'ottima qualità dei suoi scritti. Nell'incarico di direttore del prestigioso periodico si susseguono Vittorio Caselli, Ezio Corsi e lo stesso editore Aldo Funghi, con il quale si conclude il ciclo vitale del periodico che cessa le pubblicazioni il 1° gennaio 1933. Nel
novembre 1923 nasce a Firenze L'ARMA FEDELE, una
rivista illustrata quindicinale, di 24 pagine di grande formato (cm 37 x
27), il cui primo numero effettivo esce il successivo 1° gennaio, diretta
dal Prof. Carlo Mannucci. Editore e proprietario è Ferruccio Bacher, tipografo in Firenze, Via Reparata 41. Il periodico ha molte pretese estetiche e culturali: infatti si presenta «tipograficamente bellissima» per le possibilità tecnologiche dell'epoca, con copertine riccamente illustrate, prevalentemente ad opera del noto pittore Ezio Anichini, e mira «alla diretta elevazione culturale, patriottica, educativa del Carabiniere » al quale si ripromette di dare «conforto, allegrezza, educazione, elevazione di spirito e di cultura». Tra i collaboratori di spicco, figura il già noto Tenente Arturo Baù. ![]() Nel 1925 diventa mensile; due anni dopo, anche per «l'invito, i consigli e il desiderio vivissimo dei lettori», riduce il formato a 26 x 19 cm e la testata diventa LA FIAMMA FEDELE. Con la nuova denominazione i contenuti rimangono invariati con documentati articoli di cultura professionale e con innovazioni significative: collaborano le più note scrittrici del momento, Ada Negri, Grazia Deledda, Carola Prosperi. L'ottima qualità del periodico (definito «ottima rivista») suscita l'entusiastico apprezzamento del Comando Generale che ne propugna la diffusione tra i Carabinieri. A decorrere dall'inizio del 1929, il periodico pubblica un inserto speciale di 16 pagine «GAZZETTINO DEL CARABINIERE», inviato soltanto agli abbonati Carabinieri, con esclusione dei «lettori profani e borghesi». Dopo molti anni di successi editoriali di rilievo, cessa la pubblicazione nel 1934. Nell'ottobre 1925 esce a Milano il primo numero de IL CARABINIERE, «periodico mensile dell'Associazione di Mutuo Soccorso fra i Carabinieri congedati e pensionati di Milano». ![]() È composto di 4 pagine, di grande formato (cm 49 x 34). La testata è illustrata con la riproduzione del noto quadro della «Carica di Pastrengo» di De Albertis. Ne è direttore Giovanni Manassero, con uffici direzionali ed amministrativi in Via S. Pietro dell'Orto e poi in Via S. Vito 11. Si ripromette di divulgare tra gli iscritti «ogni avvenimento nelle file dell'Arma e dell'Associazione», riproponendo nel nome la prima testata dedicata all'Arma. Nel novembre 1937, «per limitazione del consumo di carta» la pubblicazione viene sospesa. I Carabinieri in congedo, possono però contare sul periodico ARMA E DOVERE, che - come sarà tra poco indicato - vede la luce nel giugno 1932. Nel 1928,
IL GIORNALE DEL CARABINIERE (con sottotitolo «SETTIMANALE
DELL'ARMA») è il quarto periodico dedicato all'Istituzione, pubblicato nel
decennio 1920-1930, dopo FIAMME D'ARGENTO, L'ARMA FEDELE (che si trasforma
in LA FIAMMA FEDELE) ed IL CARABINIERE. È un settimanale, dalla forma di un comune quotidiano, stampato a Roma presso la tipografia Agostiniana, con Direzione e Amministrazione in Via Catone 28. Il direttore è prima Armando Alari, poi Ettore Veo e l'avvocato Ferdinando Partini, noto per essere redattore capo del MONITORE e ideatore della Cassa Ufficiali. Pubblica articoli di storia dell'Arma, promozioni, notizie sull'attività in genere dei militari in congedo, citazioni del Bollettino Ufficiale dell'Arma e la riproduzione integrale del «Foglio d'ordini» del Comando Generale dell'Arma. Tra i collaboratori più noti figurano il Cap. Arturo Baù, noto giornalista, ed il Ten. Col. Aus. Ettore Borghi, appassionato cultore della storia dell'Arma diventato poi direttore del giornale, e infine l'allora Maggiore Ulderico Barengo, notissimo scrittore di storia patria. Cessa la pubblicazione nel 1934. Il
23 giugno 1932 esce a Roma ARMA E DOVERE, come
«nuovo organo della Federazione Nazionale dei carabinieri in congedo»
con Direzione in Via Federico Cesi 43, poi nella stessa sede della Federazione,
Lungotevere Mellini, con periodicità decadale, formato da sei pagine. Tra gli scopi che il nuovo giornale si ripromette: «Difendere la società continuando l'opera del Carabiniere in servizio; essere costantemente di esempio nell' adempimento del dovere a tutti i cittadini. Imprimere sempre più nella mente e nel cuore di tutti i Carabinieri, che Carabinieri si è e si resta, anche quando, spogliata la divisa, nella vita civile restano valide in noi tutte le virtù che la Caserma ci ha insegnato. Far sapere ai commilitoni in servizio che noi li seguiamo nella loro quotidiana fatica, pronti ad accoglierli domani, quando si congederanno, tra noi, ove troveranno per la vita civile consiglio, appoggio ed aiuto. Riunire ed affratellare i Carabinieri in congedo; far delle loro una sola virtù; delle loro forze un'unica forza, che unisca la città al villaggio, il Settentrione al Meridione». Direttore è inizialmente l'avv. Luigi Ronchi, membro del «Direttorio» della Federazione, dopo sostituito dal Gen. Balduino Caprino, Presidente dello stesso Direttorio. Vice direttore e responsabile è il Cap. Vincenzo Cujuli. Pure in presenza di un notevole successo editoriale, ARMA E DOVERE cessa la pubblicazione il 25 marzo 1934. Il
10 aprile 1934 - esce con periodicità decadale a Roma, L'ARMA FEDELISSIMA
con sottotitolo «IL GIORNALE DEL CARABINIERE» di cui si dice il
continuatore. Inizialmente ha 16 pagine; poi portate a 21. Proprietario
della testata è «IL GIORNALE d'ITALIA», con sede a Palazzo Sciarra. Dal
n. 4 del 21 aprile, viene aggiunto come sottotitolo anche ARMA E DOVERE,
assorbendo l'omonimo periodico, che contemporaneamente cessa la pubblicazione.
Pubblica il Bollettino ufficiale, il Foglio d'ordini, il movimento delle
Associazioni Carabinieri con il notiziario della Federazione nazionale dei
Carabinieri in congedo e delle Associazioni consociate, brevi note sui fatti
nazionali e internazionali, notizie
di sport, una rubrica di medicina. Il primo direttore è il Colonnello dei
Carabinieri in aus. Ettore Borghi. Il periodico diventa, dal 1° settembre 1934, organo ufficiale del Museo storico dell'Arma, il cui «Bollettino- notiziario» viene pubblicato come inserto speciale. Tra più assidui collaboratori, figura il Magg. Mario Pagano, Segretario del Museo, apprezzato studioso della storia dell'Arma. L'ultimo numero del periodico è del 21 agosto 1943, pochi giorni prima dell'armistizio. Tutte le pubblicazioni finora trattate - come già precisato - sono frutto di iniziative private, anche se con la non marginale collaborazione di valenti Ufficiali dell'Arma e a volte con indiretti interventi, suggerimenti e contributi del Comando Generale dell'Arma
e delle Istituzioni militari. Nel novembre 1934 vede la luce il primo periodico edito direttamente dall'Arma, LA RIVISTA DEI CARABINIERI REALI, con sottotitolo: «Rassegna di studi militari e professionali». Collaborano molti Ufficiali dell'Arma, Magistrati e Docenti universitari. Ogni fascicolo è composto da oltre 100 pagine, con articoli di carattere giuridico, tecnico-professionale e storico. Ideatore della pubblicazione è il Ten. Col. Ulderico Barengo, in servizio presso il Comando Generale dell'Arma, del cui valore culturale e professionale si è già detto. Il primo direttore è il Colonnello Crispino Agostinucci, al quale succederanno nel tempo, il Col. Antonio Marotta, il Col. Casimiro Delfini e lo stesso Col. Barengo. L'articolo
di presentazione del primo numero del periodico è firmato addirittura dal
Comandante Generale dell'Arma, Gen. Enrico di San Marzano («una rivista
tecnica, che soddisfi le aspirazioni di aggiornamento e di perfezionamento
di Ufficiali e Sottufficiali» che costituisca «palestra propizia a quanti
sentano d'avere qualcosa di utile e di buono da dire, facile guida allo
studio di tutti»). Per l'ottima qualità dei suoi contenuti, per la forma agile ed arguta, la rivista supera i 15.000 abbonati. Cessa la pubblicazione col numero di maggio/giugno 1943, uscito evidentemente più tardi se è stato in grado di riportare la tragica notizia della morte - avvenuta il successivo 13 luglio - del direttore, Col. Barengo, Capo di S.M. dell'Arma assieme al Comandante Generale, Gen. Hazon, nel bombardamento di S. Lorenzo in Roma. Nel mese di novembre 1944, sotto gli auspici del Comando Generale dell'Arma, vede la luce a Roma IL CARABINIERE DELLA NUOVA ITALIA, mensile «riservato all'Arma». È stampato dell'Istituto Poligrafico dello Stato, formato quotidiano, ed è composto di sole 4 pagine. ![]() Sono ancora troppo vive le laceranti ferite prodotte dal secondo conflitto mondiale, mentre inizia con lentezza ma decisamente, l'opera di ricostruzione morale e materiale dell'Italia. In questo clima è prodigiosa la voglia di ripresa soprattutto morale da parte dell'Arma, che vuole stimolare ogni sopita energia dei suoi appartenenti. Lo scopo del nuovo giornale, come indicato con accenti alquanto retorici ma sostanzialmente validi, nell'articolo di presentazione è quello di «tenere accesa nelle file dell'Arma la fiaccola della fede nei destini della nostra Istituzione, nell'affermazione dei più alti e più nobili ideali che in essa trovano concreta espressione». In verità il periodico assolve molto bene il suo compito di «palestra di cultura militare e di propaganda patriottica nell'Arma...» fino al gennaio 1948, allorché cessa le pubblicazioni e passa il testimone a IL CARABINIERE. Il
1° gennaio 1948, dalle ceneri del precedente periodico sorge per
iniziativa del Comando Generale, IL CARABINIERE. Direttore
è il Capo di Stato Maggiore. Riporta sul frontespizio la classica fiamma
di cui si fregia l'Arma. Subisce, nel corso degli anni tutte le migliorie che il naturale progresso apporta alle tecniche di stampa; ma non solo a queste. I miglioramenti riguardano, oltre all'impaginazione, al formato, all'uso del colore, anche i contenuti dei suoi articoli, alle professionalità dei collaboratori. Oggi (2005) la rivista mensile occupa un posto preminente nella pubblicistica militare e compete con le migliori testate nazionali per la forma brillante, per la ricchezza e la varietà degli argomenti trattati. Il 18 luglio 1948 è pubblicato, in formato ciclostile il NOTIZIARIO PERIODICO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI, col compito di diramare le istruzioni associative e le comunicazioni ufficiali della Presidenza Nazionale. Inizialmente ha una veste editoriale modesta, alquanto migliorata quando, a decorrere dal 1° marzo 1954, è conferita al foglio la funzione di organo di informazione e, progressivamente, di veicolo culturale. Cessa la pubblicazione il 20 dicembre 1955 per trasformazione della testata nell'attuale «Le Fiamme d'Argento». Nel mese di novembre 1953 (riferito al bimestre settembre/ottobre) a cura della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma inizia la pubblicazione il NOTIZIARIO PER L'ARMA DEI CARABINIERI. Si tratta di un periodico bimestrale di circa 100 pagine, formato libro, che si prefigge di incrementare la preparazione tecnicoprofessionale dei Quadri dell'Arma. Per la ricchezza degli argomenti trattati, per gli approfondimenti sui fenomeni politici, sociali, giuridici e militari pubblicati nel corso degli anni, nel gennaio 1961, per
decisione del Comandante Generale pro tempore, Gen. C.A. Luigi Lombardi,
il periodico assume la denominazione di RASSEGNA DELL'ARMA DEI CARABINIERI.
Il 20 febbraio 1955 inizia le pubblicazioni LE FIAMME D'ARGENTO bimestrale che riprende il nome dell'antica e pregiata testata di Firenze. Diventa mensile dal gennaio 1959. È Direttore il Presidente Nazionale dell'ANC. ![]() Vi collaborano noti scrittori e giornalisti nonché molti Soci, Ufficiali e Magistrati, noti Professionisti, con un successo lento ma progressivamente crescente. Oggi è un mensile di successo, molto apprezzato non solo dagli oltre 200.000 iscritti all'ANC, ai quali viene inviato gratuitamente, ma anche da molti lettori simpatizzanti dell'Arma che vedono nel periodico, felicemente rinnovato anche nella grafica e nella impaginazione, una autorevole «voce» nel panorama della attuale pubblicistica militare. Dal 1994 ne è direttore responsabile un giornalista proveniente da una lunga esperienza in RAI, Angelo Sferrazza, noto ed apprezzato per l'equilibrio e la ponderazione con cui affronta le responsabilità dell'incarico. Con la presidenza Richero la rivista, conservando interamente la «carabinierità» dell'ANC, si apre ai temi della società e dell'attualità, nello spirito di vicinanza dell'Arma ai principi e ideali che la caratterizzano. Il
1° gennaio 1961, per trasformazione del precedente NOTIZIARIO,
vede la luce la RASSEGNA DELL'ARMA DEI CARABINIERI, pubblicazione
bimestrale, formato libro. Ogni fascicolo ha 100-150 pagine ed è stampato
dalla tipografia della Scuola Ufficiali. Il Generale Comandante dell'Istituto d'istruzione è Direttore della Rassegna. Continua e sviluppa la linea editoriale intrapresa dal precedente NOTIZIARIO, con la
collaborazione di Ufficiali dell'Arma e delle altre Forze Armate, di Magistrati,
di Docenti Universitari, Personalità della cultura e del giornalismo, Professionisti
e Scienziati di chiara fama. Pubblica articoli che spaziano tra le varie
materie dello scibile, dalla dottrina giuridica alla strategia globale,
alla psicologia, alla criminologia, alle scienze, alla medicina legale,
ai problemi e agli approfondimenti di polizia giudiziaria, alle più sofisticate
tecniche di indagini, alle analisi politiche ad alto livello. Diviene così,
ben presto, un prezioso strumento di informazione, di addestramento, di
elevazione culturale per i lettori sparsi in tutti gli Stati del mondo.
con innovazioni grafiche di notevole pregio.
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